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Spaccia merendine a scuola e vince una borsa di studio

Spaccia merendine a scuola e vince una borsa di studio

A nulla sono servite le proteste dei compagni di scuola e i provvedimenti del preside. Il padre: “Quella punizione è ingiusta”. #FacceCaso. Una vicen

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A nulla sono servite le proteste dei compagni di scuola e i provvedimenti del preside. Il padre: “Quella punizione è ingiusta”. #FacceCaso.

Una vicenda che se ci pensi bene fa un po’ ridere. Uno studente 17enne dell’Istituto tecnico Pininfarina di Moncalieri (Torino) vendeva panini e merendine ai compagni di scuola guadagnando in nero un centinaio di euro al mese. Se da una parte la Fondazione Luigi Einaudi lo ha premiato con una borsa di studio per la “spiccata attitudine all’imprenditoria applicata”, dall’altra il preside lo ha bacchettato bene.

A partire da oggi infatti, il ragazzo dovrebbe presentarsi ogni mattina per due settimane all’associazione di volontariato Terza Settimana e lavorare a “un progetto di aiuto sostenibile per le famiglie in stato di difficoltà economica”, dice la scuola.

Suo papà però, non sembra averla presa bene.. “In casa di chi andrà il ragazzo? Ex galeotti? Ex tossici? Insomma, brutta gente. No, mio figlio resta a casa. Il preside ha sbagliato su tutta la linea”. 



Stefano Fava, il dirigente scolastico, spiega di aver preso questa decisione “per ritornare sulla terra, uscire da questo videogame mediatico e riaffermare una volta per tutte la reale missione della scuola: educare”.



Dopo l’assegnazione della borsa di studio, gli studenti del tecnico sono scesi in piazza a protestare contro quel ‘business’ illegale. Il giovane di tutta risposta gli ha insultati sui social. #FacceCaso.



Di Francesca Romana Veriani

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