Come laurearsi ed avere un lavoro un’ora dopo

Come laurearsi ed avere un lavoro un’ora dopo

È quanto accaduto all’Università Kore di Enna, dove un ragazzo di 27 anni, appena laureato in Ingegneria, ha firmato un contratto di apprendistato di

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È quanto accaduto all’Università Kore di Enna, dove un ragazzo di 27 anni, appena laureato in Ingegneria, ha firmato un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, iniziando a lavorare già il giorno dopo.

Premesso di avere le idee chiare per il proprio futuro, cosa non più tanto scontata, a chi non piacerebbe trovare lavoro appena conseguita la laurea (di trovarlo prima non ne parliamo, anche se casi di questo genere ne conosco personalmente)?
Purtroppo non è quello che succede tutti i giorni, infatti sono la maggior parte i neo laureati che, ad un anno dalla laurea, ancora non hanno trovato un posto di lavoro, per i motivi più vari, decretando l’insuccesso di un sistema che vuole giovani sempre più preparati (niente a contrario a riguardo) senza però riuscire ad incanalarli in un ambiente di lavoro adeguato.

Bene,

ad Enna, un comune siciliano, Salvatore Ruggieri, un ragazzo di 27 anni ha firmato per un posto di lavoro appena un’ora dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria. Ci troviamo all’Università Kore, un ateneo privato nel capoluogo siciliano, dove dopo essersi laureato con il massimo dei voti, alle 19, Salvatore alle 20 già era stato assunto, come conferma con orgoglio il preside della facoltà di Ingegneria Giovanni Tesoriere: “Ha finito la discussione alle 19, alle 20 era già assunto. Ha firmato nella mia stanza, con la coroncina di alloro in testa. È stato emozionante”.

Insieme a lui, sono riusciti nella “grande impresa” altri due ragazzi, Antonino Mangione, 26 anni di Enna e Fabio Mocciaro, 29 anni.
In particolare, Salvatore Ruggieri ha firmato un contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca della durata di un anno, da una parte con un’impresa edile del luogo, dall’altra con la stessa università: Salvatore avrà, infatti, la possibilità di dividersi tra l’attività lavorativa sul campo e lo studio e ricerca all’università, così da perfezionare e accrescere le proprie competenze e qualità.

“Siamo riusciti a sfruttare una norma del jobs act sull’alta formazione e la ricerca che pochi hanno colto” afferma il preside Giovanni Tesoriere. Nello specifico si tratta di una figura contrattuale, appunto il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, che prevede una vera e propria forma di integrazione tra lavoro e ricerca, non di mera alternanza, in modo che le aziende che hanno bisogno di figure specifiche abbiano la possibilità ed il tempo per formarle, appunto sul campo, investendo sul capitale umano di un giovane ragazzo che continua a studiare per affinare le proprie competenze, conseguendo oltretutto un secondo titolo. Il vantaggio di tale contratto è quello, da una parte, di anticipare l’ingresso nel mondo del lavoro e dall’altro, per il datore di lavoro, quello di “plasmare” figure professionali in relazione alle esigenze dei datori stessi.
Insomma: Buona la prima!

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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