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In piazza anche gli studenti

Alla voce dei prof si unisce quella degli alunni contro la riforma del sistema scolastico di Stefania Giannini Continuano le proteste sulla riforma sc

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Alla voce dei prof si unisce quella degli alunni contro la riforma del sistema scolastico di Stefania Giannini

Continuano le proteste sulla riforma scolastica del Governo. Da un anno a questa parte un’enorme mobilitazione di insegnanti e rappresentanti della categoria ha fatto sentire la propria voce per dire no al decreto che cambierà definitivamente la scuola come la conosciamo. Abbiamo già ripercorso i punti più discussi e scottanti, ma non solo i prof si sono mobilitati. Centinaia di studenti hanno avuto ed anno ancora da ridire sulla legge sull’istruzione e non sono rimasti a guardare con le mani in mano. A dire il vero la Buona Scuola andrà a stravolgere più il mondo delle cattedre di quello dei banchi. Tuttavia alcuni punti non sono piaciuti neanche ai più giovani: lo fa sapere da mesi l’Unione degli studenti, un’organizzazione sindacale nazionale che rappresenta una buona fetta degli alunni e che si dice indignata dal decreto. In primis a molte organizzazioni studentesche non è piaciuta la mancanza di dialogo durante l’iter della riforma: si accusa che la Buona Scuola sia stata “imposta” in modo autoritario sulla scia di altri decreti dell’attuale governo. Si accusa la mancanza di un dialogo con le associazioni regionali e con i rappresentanti delle categorie e l’assenza di una serie di norme che garantiscano nella pratica a tutti il diritto allo studio. C’è inoltre, tra quelli che la riforma l’hanno letta, il dubbio che le coperture per i progetti non siano chiare e che sia stata data insufficiente attenzione al problema serissimo dell’edilizia scolastica. Le proteste hanno unito realtà dal colore molto diverso. In piazza sono scesi e minacciano ancora di scendere anche gli studenti militanti del Blocco Studentesco: è successo a Lecce, dove pochi giorni fa è nato un sit-in di protesta contro la Buona Scuola. Al centro della manifestazione, l’accusa della riforma di trasformare lo studio dei ragazzi in un percorso sempre meno a 360° e sempre più indirizzato a servire gli interessi e le esigenze specifiche del “sistema-mercato”. Tante altre manifestazioni di piazza hanno fatto da preludio a quello che sarà un anno scolastico tutt’altro che semplice da gestire. Se la stessa Unione Studenti si era fatta notare nella Capitale in luglio per aver imbavagliato decine di statue per protestare, il 9 ottobre gli studenti di Benevento e dintorni saranno protagonisti di un maxi corteo organizzato dal Collettivo autonomo studentesco. Si preannuncia un anno di fuoco e non è difficile pensare come molti tra gli eterni amici-rivali, gli alunni e i professori, possano ritrovarsi uniti in armistizio ad alzare la voce contro la contestatissima riforma dal nome caldo e accogliente del Governo Renzi.

di Francesco Bechis

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