Scuola griffata: ad Empoli richiesti prodotti di marca nel corredo per gli alunni

Molto precise le indicazioni delle maestre che segnalavano tutte lo stesso negozio nel quale fare gli acquisti per l'anno scolastico. Rabbia dei genit

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Molto precise le indicazioni delle maestre che segnalavano tutte lo stesso negozio nel quale fare gli acquisti per l’anno scolastico. Rabbia dei genitori.

Tuo zio/cugino/nonno ha una cartoleria? O un negozio di abbigliamento? Benissimo, segnalalo alla scuola dell’infanzia Peter Pan di via Antiche Mura a Empoli: sarà la mossa giusta! La cronaca di oggi racconta di una trovata tutta all’italiana avvenuta nella città toscana. Le maestre dell’Istituto hanno consegnato ai piccoli studenti una lista molto particolare per il corredo scolastico: in essa, infatti, figurava in bella vista il nome del negozio dove poter fare acquisti nonchè le precise marche del materiale didattico.

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Alcune scuole che vivono difficoltà economiche hanno spesso pensato di affidarsi a privati che le finanziassero in cambio di sponsorizzazioni all’interno delle aule o nelle mense ma la mossa della Peter Pan si distanzia da questa visione di business. A molti genitori non è piaciuto di aver trovato il nome del rivenditori. Il corredo scolastico dell’istituto prevede “un sacco con nome cognome ben visibile contenente un cambio invernale e estivo completo (calzini, mutande canottiera, maglietta, pantaloni), tutti con nome e cognome del bambino” oltre a “un sacco con cuscino basso, una copertina, lenzuolino di sopra e di sotto senza angoli e cono gli elastici”. Come dicevo prima, per acquistare queste cose basta rivolgersi al negozio riportato alla fine del foglio consegnato dalle maestre. Inoltre, per quanto riguarda prettamente il materiale didattico, ecco che saltano all’occhio “una scatola da dodici pennarelli a punta grossa e due stick di colla da quaranta grammi”: nel corredo ‘consigliato’ erano state segnalate le marche di questi strumenti di studio.
Ho iniziato il pezzo con un tocco di ironia. Beh, mi è nato leggendo che Barbara Zari, dirigente scolastico, non era a conoscenza di questo fatto. “Non ne sapevo assolutamente nulla – ha detto la Zari – Io sono contraria a qualunque tipo di sponsorizzazione. Non abbiamo nessun legame economico con attività commerciali. Sicuramente si è trattata di un’iniziativa delle maestre: parlerò con loro quanto prima per chiarire la vicenda”.
Che ciò sia vero o no, non possiamo saperlo. Comunque, se avete un negozio affrettatevi: tra poco la sponsorizzazione potrebbe finire!

Di _Riccardo Zianna_

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