Tempo di lettura: 3 Minuti

Calcio e solidarietà: bimbo perde i capelli a causa di una malattia e il suo allenatore si rade a zero per lui

Bellissima storia di affetto tra un piccolo atleta affetto da alopecia e il suo mister premuroso. Lo sport è probabilmente uno dei principali fruitori

I college americani a caccia di giovani promesse del calcio Italiano
Salonicco: quando il calcio racconta tre culture diverse
Holly e Benji che sorpresa! Pronto il ritorno nel 2018

Bellissima storia di affetto tra un piccolo atleta affetto da alopecia e il suo mister premuroso.

Lo sport è probabilmente uno dei principali fruitori di solidarietà. Sebbene i media spesso lo etichettino come “violento” o “di basso livello”, il calcio è uno dei portabandiera di questo ‘movimento’. Oltre ai calciatori più famosi che di beneficienza ne fanno molta, esistono anche storie più ‘di nicchia’ che spesso i riflettori del grande pubblico non colgono.
Questa, non è la storia di una raccolta fondi, ma di un gesto di immenso affetto. Siamo a Brescia. Nella squadra dilettantistica Mario Bettinzoli Calcio della città, c’è un piccolo atleta di 11 anni che soffre di alopecia. Durante il riscaldamento prima di una partita, il bimbo, ormai pelato, diventa oggetto di scherno e violente prese in giro da parte dei ragazzi della squadra avversaria. Ad intervenire, è stato direttamente l’allenatore, il cui nome non si conosce perchè, come dice lui stesso, “in questi casi contano le azioni e il messaggio che danno, non chi le fa”.
Ebbene, il mister decide di radersi a zero per solidarietà col suo piccolo malcapitato atleta. “I bambini dell’altra squadra hanno iniziato ad usare parole pesanti, lo chiamavano ‘pelato’ e lui è scoppiato in lacrime. Non ho avuto dubbi, volevo fargli capire che non era solo e così dopo la partita sono andato dal parrucchiere. Al successivo match mi sono presentato esattamente come lui, indossando una cuffia: ho poi spiegato agli altri bambini le ragioni del mio gesto e poi ci siamo entrambi tolti le cuffie e siamo entrati in campo”.
Un gesto forte che, stando a quanto dice l’allenatore, non resterà isolato: “Non escludo che già al prossimo allenamento troverò altri bambini completamente rasati”. Poi, una frase che fotografa a pieno i valori reali dello sport: “Ho spiegato loro che i rapporti che si creano all’interno di una squadra sono tra i più forti in assoluto e che i miei migliori amici sono tuttora quelli che giocavano a calcio con me quand’ero bambino. Penso vorranno dimostrare anche loro la loro vicinanza al compagno”.
Brividi. Questo è il calcio. Non (solamente) ciò che i media vendono ogni giorno.

Di _Riccardo Zianna_

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0