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Tra sponsor e lezioni extra: dove sta andando la Scuola italiana?

In un Istituto pubblico di Casier (Treviso) un bambino non ha frequentato un corso a pagamento, ritrovandosi poi senza valutazione. Polemica sedata ma

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In un Istituto pubblico di Casier (Treviso) un bambino non ha frequentato un corso a pagamento, ritrovandosi poi senza valutazione. Polemica sedata ma qualche dubbio rimane, specialmente sull’apertura a corsi promossi da sponsor privati.

Dubbi amletici stanno sorvolando la Scuola pubblica italiana. Corsi privati, è questo il dilemma. Cerco di fare chiarezza portando un esempio che sta circolando nei media in queste giornate post natalizie.
In una Scuola di Casier, provincia di Treviso, si tengono lezioni di musica a pagamento finanziate da uno sponsor, la Yamaha, durante il normale orario curricolare. Non poche, le proteste, specialmente da parte dei genitori che si sono ritrovati a dover tirar fuori altri soldi per il corso denominato “Yamaha scuola e musica”. Ma il polverone si solleva quando un bambino e la sua famiglia decidono di non prendere parte alle suddette lezioni e a fine anno non gli viene data la valutazione in pagella. Il caso, finisce addirittura in Parlamento grazie all’iniziativa promossa dal Movimento 5 Stelle. Questa, però, è una ‘storia a lieto fine’ perchè comunque poi la preside dichiara che è “un’incomprensione e tutto è stato fatto con l’approvazione delle famiglie e garantendo il diritto allo studio”. Di fatti, nella sostanza, il bambino a fine anno ottiene una valutazione e passa alla classe successiva. Diciamo che il punto più scottante della faccenda sono le dichiarazioni che la preside Elisabetta Costa-Reghini rilascia ai colleghi de IlFattoQuotidiano: “Mi fa ridere sapere che ci sarà un’interrogazione parlamentare a riguardo. E’ proprio il Ministero che incoraggia le scuole a trovare finanziamenti e collaborazioni con i privati: lo ribadisce a chiare lettere il decreto ‘La Buona Scuola’”. Il rettore aggiunge poi che “parliamo di corsi collettivi molto formativi, approvati dal collegio dei docenti e dai genitori in maniera trasparente e nel rispetto di tutte le regole”.
Quindi il problema dov’è? Oltre al fatto che un caso simile arrivi in Parlamento calcolando gli innumerevoli problemi che già affliggono il Paese, certamente le spine di questa nostra rosa altro non sono se non il dibattito su quanto sia giusto inserire all’interno di una Scuola pubblica lezioni promosse da privati. Anche perchè in questo caso di Casier, i corsi erano partiti come extracurricolari ma sono poi finiti a pieno nell’offerta formativa dell’istituto, generando una serie di polemiche.
Ora la domanda è questa: è giusto che una Scuola pubblica accolga lezioni a pagamento promosse da privati? Non c’è il rischio di ledere al diritto allo studio dei ragazzi?
Facci sapere che ne pensi…

Di _Riccardo Zianna_

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