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“Tu, placido, pallido ulivo, non dare a noi nulla; ma resta!”

Uno dei simboli che caratterizza i prodotti italiani nel mondo messo in pericolo da un batterio patogeno da quarantena. L’èquipe dell’Università di Fo

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Uno dei simboli che caratterizza i prodotti italiani nel mondo messo in pericolo da un batterio patogeno da quarantena. L’èquipe dell’Università di Foggia sperimenta una cura per combattere la Xylella.

Pianta millenaria dal valore storico e paesaggistico, oltre che alimentare, l’ulivo è stato da sempre fonte d’ispirazione per la mitologia e la letteratura nonché uno dei simboli che caratterizza i prodotti italiani nel mondo.

Un ramoscello d’ulivo, portato nel becco di una colomba, annunciò a Noè la fine del diluvio.
Giovanni Pascoli ne “I canti di Castelvecchio” recitava: 

Tu, placido, pallido ulivo,
non dare a noi nulla; ma resta!
ma cresci. sicuro e tardivo,
nel tempo che tace!
ma nutri il lumino soletto
che, dopo, ci brilli sul letto
dell’ultima pace!

La Toscana infatti, insieme alla Puglia, detengono ancora oggi il primato di regioni con la maggior estensione, varietà e qualità di piante d’ulivo coltivate.
Ultimamente però, com’è emerso anche in televisione grazie alla trasmissione di Italia Uno Le Iene, un batterio patogeno da quarantena ha contaminato migliaia di ulivi nel Sud della Puglia mettendo in pericolo numerosi esemplari. Da questa primavera è in corso una fase di sperimentazione per cercare una possibile soluzione al problema. “È ancora presto per parlare di terapia per la Xylella – spiega il docente di patologie vegetali Francesco Lops – gli ulivi sono piante secolari e i monitoraggi hanno bisogno di tempo e verifiche che sono assolutamente necessarie. Certamente stiamo raccogliendo delle indicazioni utili dai rimedi scientifici che stiamo utilizzando, dopo aver messo in rassegna diverse ipotesi che dobbiamo tradurre in valori concreti per capire lo stato dell’arte”.

Dalle ricerche condotte quest’anno emergono fortunatamente risultati positivi. Le prime sperimentazioni sono state interamente effettuate dall’equipe dell’Università di Foggia sotto la guida esperta dei docenti del Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente, Antonia Carlucci e lo stesso Francesco Lops. I risultati delle sperimentazioni, sono stati consegnati al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina

[…] non soltanto il vino canta,
anche l’olio canta,
vive noi con la sua luce matura
e tremende la terra io seleziono,
olio,
la tua inesauribile pace,
l
a tua essenza verde,
il tuo ricolmo tesoro che discende
dalle sorgenti dell’ulivo. 

Pablo Neruda

Di Francesca Romana Veriani

 

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