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“Meglio un uovo oggi che una gallina domani” : un docente di ingegneria a Padova dice no al rifiuto del voto

Troppo tempo per prendere la laurea e studenti lassisti che usano l’esame come una lotteria. La parola agli esperti: “Meglio finire presto che avere u

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Troppo tempo per prendere la laurea e studenti lassisti che usano l’esame come una lotteria. La parola agli esperti: “Meglio finire presto che avere una media alta dei voti”.

“In un curriculum pesa di più la velocità di conclusione del corso di studi che il voto finale: troppo spesso in Italia gli studenti si parcheggiano all’università in attesa di trovare un’occupazione” sostiene Paolo Iacci, esperto di risorse umane dell’Associazione italiana direzione del personale (Aidp). Dello stesso avviso Ivano Dionigi, presidente di Alma Laurea, il consorzio universitario che collega atenei e imprese. Per quanto riguarda il voto sostiene infatti “E’ uno degli elementi importanti ma non fondamentali, a parte i concorsi pubblici, pesano più le esperienze di lavoro e all’estero, oltre, certo, all’ateneo dove ci si è laureati”.

E’ su queste fondamenta che si basa la richiesta di Massimiliano Barolo, docente di Ingegneria chimica e presidente della scuola di ingegneria di Padova di vietare il rifiuto del voto assegnato dal professore al termine di un esame. “Lei rifiuterebbe il voto dell’esame di maturità? Quello è un esame che arriva al termine di un percorso di studi. E così deve succedere all’università: c’è un corso e alla fine si fa l’esame”. Partendo dal presupposto che è meglio laurearsi in tempo che prendere 3 punti in più sul voto di laurea, non c’è nulla di pedagogico nel rifiutare il voto, si tratta solo di una perdita di tempo sia per i docenti che per gli studenti che non fanno altro che allungare la loro permanenza all’università decisamente oltre la media europea.

Secondo i dati Ocse, l’Italia ha il numero più basso di laureti triennali dei 34 Paesi più industrializzati del mondo ed è inoltre tra quelli con l’età media più alta. “Studenti lassisti che usavano l’esame come una lotteria”, commenta Ivano Dionigi riguardo la proposta di riforma, “Più che vietare il rifiuto del voto bisognerebbe fare appello ad una reciproca serietà degli universitari e dei professori, a volte troppo sadici”.

Insomma, in un periodo storico in cui il mercato e il mondo del lavoro richiedono la definizione di un obiettivo, la pianificazione per raggiungerlo e la capacità di farlo in tempi definiti il proverbio “Meglio un uovo oggi che una gallina domani” non è mai stato tanto attuale. #FacceCaso!

Di Francesca Romana Veriani

 

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