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Storia di una docente e dell’avvocatessa che le insegnò a volare

Una docente di Inglese e Francese si ammala di sclerosi multipla e viene licenziata. “Sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante, che vola

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Una docente di Inglese e Francese si ammala di sclerosi multipla e viene licenziata. “Sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante, che vola solo chi osa farlo” grazie all’aiuto e il sostegno di un’amica, collega e avvocatessa che combatte al suo fianco la battaglia contro il Miur.

Questa è la storia di una donna forte che chiameremo Anna (nome di fantasia, ci tiene a mantenere la sua privacy) e di una sua collega e amica Vittoria (anch’esso nome inventato).

Anna ha 53 anni, una figli di 13 e una mamma di 80 anni che vive con lei e si occupa delle faccende di casa dal febbraio del 2014, anno in cui a sua figlia venne diagnosticata la sclerosi multipla. Anna insegna – anzi insegnava – Inglese e Francese, ma parla correttamente una decina di lingue tra cui Arabo, Portoghese, Turco, Ebraico dal 2005, dopo anni e anni di precariato sia a scuola che nel resto del mondo, dove ha lavorato come guida turistica.

Il 2014 fu anno difficile per Anna, non solo per la malattia, ma per la lettera di licenziamento che arrivò il 14 settembre dello stesso anno, nonostante lei non si sentisse inadatta all’insegnamento.

Lo sbaglio da parte sua, fu quello di rivolgersi a un sindacato che le indicò il nome di un dottore che le diede l’invalidità al 100%, un paradosso considerando che l’Inps le ha riconosciuto l’invalidità solo dell’80%, contraddizione che nelle sue condizioni si traduce in indigenza.

Quello fu un periodo difficile per Anna, fatto di ansie, depressione, rassegnazione e silenzio. Silenzio a cui mise fine Vittoria, insegnante come lei in un istituto d’istruzione secondaria a Torino nonché avvocatessa. Fermamente convinta del fatto che non fosse giusto privare Anna del diritto all’insegnamento e che non dovesse perdere tutto sia a livello finanziario sia per il patrimonio delle conoscenze, Vittoria combatté – e combatte tutt’ora – la battaglia contro il Miur al suo fianco. Battaglia che almeno per ora, sembrerebbero aver vinto considerando che dal prossimo 1 settembre Anna potrà rientrare a scuola. Il Mef le ha riconosciuto nuovamente l’idoneità dopo la visita medica, ma la speranza è che rientri il prima possibile. Attualmente percepisce solo 600 euro al mese ed andare avanti con una figlia, una mamma a carico, una badante e degli integratori alimentari costosissimi non è affatto facile.

“L’avvocatessa è un angelo, è una persona meravigliosa, con una grandissima professionalità. Ha una famiglia, ha una figlia come la mia. Si è data da fare per tutelare soprattutto la mia bambina, che adesso ha 13 anni. Per una bambina di quell’età, ritrovarsi una mamma ricoverata per otto mesi.. ci sono momenti di sconforto. E Vittoria mi ha sempre tirata su. È un’avvocatessa con un cuore enorme. Neppure durante la festa si è mai defilata e ha detto che ci sarà sempre per me e per questa ragazzina che è cresciuta prima del tempo”.

La storia di Anna e Vittoria ricorda un po’ quella di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare.. grazie all’aiuto di Vittoria, Anna sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante, che “vola solo chi osa farlo” e lei ha osato talmente tanto da diventare un esempio per tutti noi. Nella vita c’è sempre bisogno di credere in qualcosa. Non ci resta che augurarle un enorme in bocca al lupo #FacceCaso!

Di Francesca Romana Veriani

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