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Tornatore delude le aspettative con “La  Corrispondenza”

Tornatore delude le aspettative con “La Corrispondenza”

Il film celebra l'amore a distanza e l'immortalità, con una trama che sembra stonare con il nome di un regista dal calibro di Giuseppe Tornatore. Un a

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Il film celebra l’amore a distanza e l’immortalità, con una trama che sembra stonare con il nome di un regista dal calibro di Giuseppe Tornatore.

Un amore platonico e quasi surreale, quello tra una giovane studentessa e il suo professore di astrofisica. Una storia semplice ed essenziale che, dall’inizio del film, intrappola lo spettatore nell’attesa del fatidico colpo di scena che però non arriva mai. Amy Ryan è una brillante universitaria, e ama sfiorare la morte nel suo lavoro di stunt-girl in scene estreme, dove in ogni ripresa sfida il pericolo per poi riaprire gli occhi qualche attimo dopo. Un continuo rimando alla sua infanzia, quando ebbe un’incidente di auto, in cui perse il padre. Il suo lavoro di stunt-girl diviene quindi un riflesso del suo passato, un voler andare in contro alla morte, e rivivere -o forse liberarsi- del momento in cui vide il padre per l’ultima volta. Ma il lavoro non basta a riempire questo vuoto. La storia d’amore tra lei e il professor Ed Phoerum, è un altro aggancio al passato. Ed, interpretato dall’attore Jeremy Irons, è un uomo sposato con una moglie e dei figli, che usa la sua conoscenza di astrofisica per parlare di stelle e del concetto di infinito, dedicando ad Amy (Olga Kurylenko) frasi di amore utopico e del tutto irrealistico.

Ma è sin troppo semplice rivedere in Ed una figura paterna a cui fare riferimento più che un compagno di vita per Amy. A primo impatto sembra davvero che Ed tenga a lei, ma dopo la sua scomparsa, il professore continua a inviare messaggi, lettere, email e clip-video alla sua “amata”, tenendola incatenata alla speranza di poterlo rivedere. Ma il detto “la speranza, è l’ultima a morire” non fa il caso di questa storia. Durante una lezione a cui si reca Amy, tenuta da un professore che sostituisce l’astrofisico Ed, si scopre infatti che il professor Ed Phoerum è morto per una malattia incurabile. L’intero corso del film scorre tra messaggi e video che Ed aveva scritto e registrato, qualche settimana prima della sua morte, e poi incaricato qualcuno affinchè recapitasse il contenuto ad Amy, costringendola a vivere in un’attesa frustrante e irreale e in un continuo rifiuto dell’assenza.

“La Corrispondenza” vorrebbe mostrare un qualche mistero, un legame tra passato e presente che scaturisca nel pubblico curiosità e immaginazione, ma per lo più il concentrato del film esibisce una celebrazione dell’infinito e del perpetuo amore, che lascia perplesso lo spettatore e lo incastra in una messa in scena surreale e noiosa. Come se non bastasse, la trama si destreggia tra passaggi narrativi inconcludenti e tentatavi di coinvolgere lo spettatore con scarsa riuscita. Dopo il successo del film “La migliore offerta” (2013), in cui i fitti tasselli del mistero si incatenano perfettamente a un’imprevedibile vortice di avvenimenti, Giuseppe Tornatore ritorna nelle sale con un film che, al contrario del precedente, sprofonda nel prevedibile. Se infatti la trama si muove aggrappandosi alle corrispondenze inviate dal professore, lo stesso vale per la protagonista Amy che si trasferisce persino nella casa a Borgoventoso dove si incontrava con Ed, alimentando ancor più i motivi per restare legata al passato.

Tuttavia la pellicola si traduce come un tentativo di mostrare il tanto desiderato amore idilliaco che non si lascia soffocare dall’assenza, se pur costretto a sottostare a questa condizione. Di certo il film celebra un amore utopico che se da un lato porta a riflettere sulla difficoltà di staccarsi da una persona cara, dall’altro lascia l’amaro in bocca per la trama poco consistente e priva di colpi di scena.

Di Valeria Santarelli

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