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Marija sì o Marija no? Ecco come nasce il divieto della cannabis

Se qualcuno di voi pensa che il consumo di cannabis sia vietato perché nocivo al nostro organismo si sbaglia di grosso, la verità ce la racconta Joha

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Se qualcuno di voi pensa che il consumo di cannabis sia vietato perché nocivo al nostro organismo si sbaglia di grosso, la verità ce la racconta Johann Hari nel suo nuovo libro.

“Le prove scientifiche dimostrano che la cannabis è più sicura dell’alcool. Negli Stati Uniti, l’alcool uccide quarantamila persone all’anno, mentre la cannabis nessuna”.

E allora perché in gran parte del mondo è vietato il consumo di marijuana?

Nel suo libro Chasing the Scream: The First and Last Days of the War on Drugs, lo scrittore britannico Johann Hari, prova a dare una risposta a questo interrogativo ricorrente.

Quanto emerge dalle ricerche condotte da Hari, ha dell’incredibile. Se qualcuno di voi pensa che il consumo di cannabis sia vietato perché nocivo al nostro organismo si sbaglia di grosso. La natura di questa scelta politica, va ricercata oltre mezzo secolo fa, più precisamente nel 1929, quando un certo Harry Anslinger venne posto a capo del Dipartimento di Proibizionismo di Washington. A quell’epoca il governo decise di porre fine al divieto di assunzione di bevante alcoliche per contrastarne il commercio illegale. Se fino a quel momento Anslinger  aveva esplicitamente sostenuto che la cannabis non fosse nociva, con la legalizzazione dell’alcool, si presentò l’esigenza di trovare un nuovo bersaglio per il suo dipartimento e di conseguenza cambiò drasticamente idea. Per avvalere la sua tesi, Anslinger fece leva su un caso di cronaca che a quei tempi fece scalpore. Un ragazzo di nome Victor Licata sterminò la sua famiglia a colpi di ascia e la colpa venne data al consumo di droghe leggere nonostante 29 scienziati contro 1 sostennero apertamente che la cannabis non fosse la causa della pazzia del giovane. Indovinate un pò.. l’unico studio che fu preso in considerazione e acclamato dalla stampa, fu proprio quello dello scienziato che la pensava come Anslinger. Il risultato? La marijuana fu messa al bando e gli Stati Uniti chiesero agli altri paesi di fare altrettanto.

Per diversi anni medici e scienziati provarono a dimostrare che le supposizione del Dipartimento di Proibizionismo fossero sbagliate, ma nessuno di loro venne ascoltato. Oggi, gran parte del mondo, osserva ancora il divieto di consumo di cannabis introdotto da Harry Anslinger, non è forse arrivato il momento di dare ascolto alle ricerche scientifiche e voltare pagina? #FacceCaso

Di Francesca Romana Veriani

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