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Carcere e Università: a Bergamo seminario sulla rieducazione

Carcere e Università: a Bergamo seminario sulla rieducazione

Un incontro tra le due istituzioni per alimentare il concetto di rieducazione sociale e di ricerca. Di Lorenzo Santucci Quando si pensa al carcere si

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Un incontro tra le due istituzioni per alimentare il concetto di rieducazione sociale e di ricerca.

Di Lorenzo Santucci

Quando si pensa al carcere si immagina sempre un luogo punitivo, dove l’individuo è costretto a stare e deve scontare la sua pena. E da una parte è così. D’altronde in carcere ci va chi ha commesso un reato, non una persona incensurata. L’altro obiettivo del carcere però, che troppo spesso viene dimenticato, dovrebbe essere quello di rieducare l’individuo che ha infranto la legge. Questo è e dovrebbe essere l’intento fondamentale dell’istituzione carceraria. Un’iniziativa, secondo questo concetto, ha preso piede a Bergamo nel 2004 e tutt’ora la si sta portando avanti. Una collaborazione tra l’Università degli studi di Bergamo ed il carcere permette agli studenti di praticare tirocinio per alcuni periodi all’interno dello stesso penitenziario ed a coloro che devono scontare la pena di continuare i loro studi.

Si è tenuto, lunedì 29 Febbraio, un seminario all’interno della Sala Conferenze della sede di Sant’Agostino dell’Ateneo, dove sono intervenuti il Rettore Remo Morzetti Pellegrini ed il direttore della Casa Circondariale di Bergamo, Antonino Porcino. Quest’ultimo sostiene di come sia fondamentale l’educazione e come, grazie anche a questo progetto, dei detenuti che hanno ripreso la scolarità, alcuni hanno deciso di intraprendere anche il percorso universitario. Oltre al già citato tirocinio che comprende gli studenti, c’è anche l’opportunità di lavoro in pianta stabile che coinvolge ben otto insegnanti, impegnati nel compito della rieducazione.

Come sostiene il Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali ed Umane, Giuseppe Bertagna, il carcere è un luogo dove troviamo soggetti che vanno dal bambino all’anziano; il progetto è una parte fondamentale per il progresso della ricerca scientifica, la quale coinvolge oltre che i ricercatori stessi anche le persone all’interno del luogo di detenzione. Ciò che sottolinea il Direttore è anche come spera che questa collaborazione tra due istituti (quali Università e carcere) apparentemente differenti ma che sono, in realtà, molto vicini sotto molti aspetti, sia il preludio per una collaborazione tra altre istituzioni del territorio.

Di Lorenzo Santucci

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