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Ragazzo arrestato al Virgilio di Roma: ecco la testimonianza di una sua compagna

Abbiamo ascoltato Vittoria, una ragazza del collettivo del rappresentate arrestato. Di Stefano Di Foggia Alle 11:00 di ieri, durante la pausa della ri

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Abbiamo ascoltato Vittoria, una ragazza del collettivo del rappresentate arrestato.

Di Stefano Di Foggia

Alle 11:00 di ieri, durante la pausa della ricreazione, due carabinieri in borghese sono entrati nello storico liceo Virgilio di Roma in via Giulia 38 ed hanno arrestato uno studente trovato in possesso di hashish.
I carabinieri, a detta del comandante della stazione di piazza Farnese Sandro Ottaviani, erano lì per un controllo pianificato a seguito di alcune segnalazioni dell’istituto e di qualche genitore, riguardo allo spaccio di stupefacenti nel cortile della scuola. I funzionari dell’arma sono entrati in cortile ed hanno eseguito dei controlli su alcuni ragazzi, già individuati in precedenza, chiamandoli per nome e perquisendoli. Proprio mentre i militari si trovavano lì, hanno visto un ragazzo vendere alcuni grammi di hashish ad un altro studente. I carabinieri lo hanno subito fermato e lo hanno accompagnato fuori dall’istituto per arrestarlo.
Il ragazzo, maggiorenne, da poco rappresentante d’istituto, aveva dei precedenti per detenzione e spaccio di stupefacenti e sarà processato in direttissima questa mattina.

A seguito di questi fatti gli studenti si sono riuniti in un’assemblea straordinaria in cortile per chiedere spiegazioni alla preside di quanto accaduto. La preside sembra essersi rifiutata di parlare con gli studenti che, a quel punto, si sono spostati per fare pressione in modo pacifico, davanti all’ufficio nel quale il dirigente si era rifugiato.
La preside, durante tutto questo, sembra che si sia tenuta in contatto con le forze dell’ordine e qualcuno racconta anche di averla vista passare un pacco dalla finestra ai carabinieri fuori dall’istituto. Dopo una mezz’ora altri sette carabinieri, questa volta in divisa, sono entrati nella scuola, hanno allontanato gli studenti dall’ufficio ed hanno raggiunto il Dirigente Scolastico.
L’Assemblea degli Studenti è durata fino alla fine dell’orario scolastico e dopo i ragazzi si sono nuovamente riuniti in Collettivo per discutere della situazione e per organizzare un corteo di protesta davanti all’istituto.

Questa mattina gli studenti hanno formato un corteo che ha provato a muoversi, ma che è stato bloccato dalla polizia prima che potesse spostarsi da via Giulia. I manifestanti hanno provato allora a rientrare a scuola, ma sono stati chiusi fuori. Si sono allora dispersi per raggiungere piazzale Clodio dove ora si sta svolgendo il processo al ragazzo arrestato.

La preside, Irene Baldriga, ha intanto rilasciato qualche dichiarazione, riguardo quanto accaduto: “Da anni siamo impegnati ad insegnare ai ragazzi l’educazione alla salute ed alla legalità, quindi quello che mi preoccupa è l’uso di queste sostanze. Interventi di questo tipo ce ne sono in tutte le scuole, ma qui c’è stata una reazione quantomeno anomala di una minoranza di studenti che non accetta questo tipo di controlli. La scuola è un pezzo di Stato ed è giusto che si facciano questi interventi e si reprimano questi fenomeni”.

Gli studenti sono in forte contrasto con il dirigente e lamentano questo clima repressivo che si era manifestato già durante l’occupazione del 2015.
Sofia, rappresentante degli studenti, ha detto: “Volevamo parlare con la preside anche per capire cosa sta succedendo perché sono due mesi che vediamo entrare nella scuola le forze dell’ordine e gli studenti sono preoccupati”, e aggiunge: “La scuola non deve essere una zona franca dove si spaccia, ma un luogo sicuro. Ma veder entrare le forze dell’ordine così non è stato bello”.
Vittoria, un’altra ragazza, che fa parte del collettivo, ha detto a noi di FacceCaso: “Non vogliamo che la scuola sia la terra di nessuno, ma quello che critichiamo è il modo in cui avvengono questi interventi, anche nel 2014 sono stati arrestati degli studenti per gli stessi motivi, ma le modalità sono state diverse. Il fatto forse è che le forze dell’ordine non ci danno molta sicurezza…”

Anche alcuni genitori si sono uniti agli studenti. Roberto Caracciolo, rappresentante dei genitori ha dichiarato: “Questa situazione è stata gestita in stile Far West, non mi sembra educativo, forse la preside poteva attivarsi in modo più discreto, convocando il ragazzo in presidenza. Ritengo che sia grave il consumo di droga a scuola ma, forse, si poteva fare qualcosa prima di arrivare a questo. Convocheremo un Consiglio d’Istituto straordinario per parlare dell’accaduto”.

Di Stefano Di Foggia

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