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“Sono autistico e ho una laurea, e allora?” : storia di una sfida tra divieti e diritti sociali

Come può un ragazzo con dei seri problemi di autismo difendersi da una società che si fa scudo attraverso stereotipi ridondanti e pregiudizi? Prendend

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Come può un ragazzo con dei seri problemi di autismo difendersi da una società che si fa scudo attraverso stereotipi ridondanti e pregiudizi? Prendendosi una laurea ovviamente.

Di Carolina Saputo

Nome: Pier Carlo Morello, per gli amici solo Pier;
età: 34 anni;
segni particolari: è dottore magistrale in Scienze umane e pedagogiche nonostante il problema dell’autismo.

Questa è una storia che ha dell’inverosimile, una bella storia di sfida e lotta al pregiudizio dilagante che affligge la società per ciò che riguarda il mondo ancora purtroppo ignoto e inesplorato dell’autismo, è la storia di una rivincita e definitiva (si spera) rivalsa per tutti i ragazzi che da oggi si identificano in Pier, facendo diventare l’eccezione, la regola. Il percorso di Pier Carlo e la sua forza di volontà hanno lasciato stupiti tutti, dai medici, agli insegnanti, agli esperti, ma la cosa che riesce a fare più scalpore tra tutto è la tesi da lui scritta, che riesce a trasformarsi in un libro tramite la casa editrice Salani con il titolo di “Macchia. Autobiografia di un autistico”. 

Questa fantasmagorica tesi/libro è il passaporto che ti permette di avere accesso diretto nel mondo dell’autismo: è un’autobiografia estremamente lucida e senza filtri di protezione, è una sorta di reportage-inchiesta vissuta e raccontata da chi è all’interno e cerca di fare luce nel buio “accecante” dell’ignoranza, e dove è possibile percepire in ogni singola parola scritta un senso di vittoria personale. Resta il fatto che dopo questo primo, grande successo, Pier continui a scrivere attraverso la Comunicazione Facilitata, una tecnica mediante la quale il singolo soggetto, costantemente assistito da personale adeguatamente istruito, compone testi al computer. “La disuguaglianza è la vera disabilità” , dice lui, forse sbagliando questa volta, perché la diversità è proprio quel valore aggiunto che riesce a contraddistinguerti dalla massa.

Di Carolina Saputo

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