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Prima no, poi sì: docenti senza abilitazione al concorsone

Prima no, poi sì: docenti senza abilitazione al concorsone

Il Tar ammette ai test con ricorso un insegnante non abilitato, nonostante il bando. Di Giulia Pezzullo Ne abbiamo parlato tanto, abbiamo sottolineato

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Il Tar ammette ai test con ricorso un insegnante non abilitato, nonostante il bando.

Di Giulia Pezzullo

Ne abbiamo parlato tanto, abbiamo sottolineato i disagi che ha creato e abbiamo sostenuto le lotte degli insegnanti per il riconoscimento del loro ruolo. Eccoci di nuovo alle prese con il concorsone Buona Scuola che ha chiuso i battenti delle candidature ieri, almeno ufficialmente da bando MIUR. Ricordando che la corsa alle nuove assunzioni era riservata solo ai docenti in possesso di titolo abilitativo, già dopo poche ore dalla chiusura del format d’iscrizione si è alzata la gran voce dei ricorsi.

Il Tar del Lazio, infatti, ha accettato e inserito tra i pretendenti ai posti messi a disposizione un laureato sprovvisto di abilitazione; si tratta del decreto monocratico 1463/16 che ha permesso agli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Maria Saia di portare avanti la battaglia di tutte quelle persone che, sebbene abbiano insegnato come supplenti per qualche anno, non hanno ancora l’abilitazione. Dopo questo episodio, è quasi scontata l’esplosione del malcontento generalizzato che vive in tutti quei candidati che sono stati esclusi dall’iscrizione elettronica a causa della mancanza di requisiti. Giustamente, ora è facile pensare che vincere il ricorso è cosa scontata in quanto il decreto ormai emanato farebbe da guida per tutti gli altri. Tuttavia, di tempo non ce n’è poi così tanto: le prove scritte computerizzate avranno inizio tra fine aprile e inizio maggio. Per questo, il MIUR ha prorogato l’ammissione ai test con ricorso (in riserva) fino al 15 aprile e ci si aspetta di fatto una lista di nuovi candidati senza abilitazione che potrebbe variare tra le 50 e le 100mila persone.

Questo decreto monocratico sarà il faro guida per tutti i ricorsi che giungeranno al ministero? Ci sarà continuità di giudizio o quello del Lazio è stato un docente molto fortunato? Staremo a vedere cosa accadrà in queste due settimane di battaglie. Però, la domanda sorge spontanea: perché scrivere un bando in cui è richiesto un determinato requisito e poi appellarsi al ricorso postumo? È vero che l’ammissione in questione è con riserva, ma conosciamo tutti i modi di fare italiani e ci si può aspettare davvero qualsiasi cosa.

Di Giulia Pezzullo

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