Tempo di lettura: 1 Minuti

La scuola e quell’accortezza sul cibo dato agli studenti

La scuola e quell’accortezza sul cibo dato agli studenti

Le norme di sicurezza per gli alimenti nelle scuole sono precise e perentorie. Di Giulia Pezzullo A chi non è capitato da bambino di portare a scuola

How I met Taiwan, Capitolo 5: la lunch box
Troppo studio + troppa fame = le 5 migliori app di consegna a domicilio
Contro gli sprechi alimentari: EAThink

Le norme di sicurezza per gli alimenti nelle scuole sono precise e perentorie.

Di Giulia Pezzullo

A chi non è capitato da bambino di portare a scuola crostate e pizzette fatte in casa dalla mamma per festeggiare il proprio compleanno? Era un rito, un momento di condivisione allegro che riuniva tutti i compagni di classe nell’ora della merenda. Purtroppo, questa usanza tipica degli anni precedenti al 2000 si è persa quasi del tutto in quanto l’insorgere di numerose allergie e la nascita di nuove norme igieniche hanno vietato l’ingresso a scuola di alimenti fatti in casa se non controllati adeguatamente e riportanti la lista degli ingredienti. È comprensibile che una mamma non abbia tutta questa voglia di prendersi la responsabilità della salute dei bambini e quindi si preferisce evitare di consumare cibi home-made nelle aule.

Le normative vigenti, infatti, impongono che nelle scuole ci sia del personale qualificato per la trattazione e la distribuzione di alimenti agli studenti: tutti i dipendenti che lavorano nelle mense o nei bar scolastici devono conoscere le norme igienico-sanitarie per garantire la qualità e la sicurezza degli alimenti. In modo particolare, devono prestare attenzione all’uso di abiti adatti e indossati solo a lavoro, all’accurato lavaggio dei piani su cui si cucina, alla corretta conservazione dei generi alimentari e ad un’attenta e costante igiene personale (mani pulite, ferite coperte e retina sui capelli). Inoltre, anche gli insegnanti che prevedono lavori di classe che concernono il cibo, come per esempio il Laboratorio del Gusto, devono ricevere una serie di nozioni base sulle accortezze da mantenere in merito. Ci si aspetta poi che siano i genitori degli alunni a dichiarare eventuali allergie e intolleranze che soffrono i bambini o regimi alimentari che essi seguono. Ad oggi, sono numerosissimi i casi di bambini che crescono secondo una determinata dieta imposta dalla famiglia: alcuni non mangiano carne, altri sono addirittura vegani o ancora non mangiano determinate combinazioni di cibi o, per religione, non possono avere a che fare con precisi alimenti vietati. In aggiunta a questo, i casi di celiachia e intolleranza al lattosio sono talmente tanti che è impossibile non prevedere pasti che ne siano privi.

Di certo, alla luce di questa grande varietà alimentare è difficile non essere a favore delle norme imposte dallo Stato, in quanto in linea di massima dovrebbero garantire almeno una maggiore attenzione alla sicurezza e alle esigenze di tutti. Dopotutto, i compleanni si possono festeggiare come si deve una volta usciti da scuola.

Di Giulia Pezzullo

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 1