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All’Università di Venezia si parla di pace e di futuro

All’Università di Venezia si parla di pace e di futuro

Nasce allo Iuav il progetto di ricostruzione della Siria. Di Stefano Di Foggia L'Università di Venezia ha ospitato il meeting "Urbicide Syria. Postwar

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Nasce allo Iuav il progetto di ricostruzione della Siria.

Di Stefano Di Foggia

L’Università di Venezia ha ospitato il meeting “Urbicide Syria. Postwar Reconstruction” nel quale sono intervenuti importanti studiosi provenienti dall’università di Damasco, di Oxford e dall’MIT di Boston. Il fulcro di questo ciclo di conferenze sono stati la ricostruzione delle città siriane maggiormente colpite e la riqualificazione dei siti archeologici, in particolare Palmira, e si punta a presentare un progetto in dieci punti. Tutte queste azioni sono ritenute necessarie per la rinascita sostenibile.

Lo IUAV svolgerà un ruolo determinante sul futuro della Siria: “Siamo solo all’inizio – ha detto il docente Benno Albrechtma abbiamo dato la piena disponibilità a dare patria per cercare di rispondere a dei quesiti cruciali che sono emersi e che necessitano di essere portati avanti”.
Gli ospiti, illustri studiosi come il direttore dell’Aga Khan Nasser Rabbt o l’esperto di Palmira Manar Hammad, hanno vissuto due giorni intensi, parlando di temi importanti che hanno acceso le discussioni. C’è infatti chi crede che possano essere i siriani a ricostruire il loro paese e chi invece confida nell’appoggio dei Russi o degli Americani.
Ci sono poi diversi spunti dal punto di vista storico. Ricostruire la Palmira degli arabi o l’ultima, frutto dell’intervento francese? La tecnologia, infatti, permette di fare la storia. La connessione tra le università potrebbe portare a risultati importanti, per esempio lo IUAV possiede gli strumenti migliori per quanto riguarda la stampa 3D ma è a corto di fondi che potrebbero essergli forniti da Oxford.

Un messaggio importante è stato lanciato da Mohamed Amin Al Ahdab, architetto e presidente della Comunità Islamica di Venezia: “Quando la guerra finirà, dovremo essere preparati alla ricostruzione. Parlare di questo è un seme di pace”.

Di Stefano Di Foggia

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