Tempo di lettura: 3 Minuti

Scuola in ospedale, cos’è e come funziona

Scuola in ospedale, cos’è e come funziona

Come tutelare e coniugare il diritto alla salute e il diritto all'istruzione? Di Stefano Di Foggia La scuola in ospedale in Italia nasce intorno agli

Un incendio che brucia anche l’anima
Una voce che ama è una voce che salva
Che faccio se trovo un pelosetto per strada?

Come tutelare e coniugare il diritto alla salute e il diritto all’istruzione?

Di Stefano Di Foggia

La scuola in ospedale in Italia nasce intorno agli anni ’50. In alcuni reparti pediatrici, furono aperte delle sezioni di scuole speciali per fornire un sostegno didattico ai piccoli pazienti ed evitare le difficoltà tipiche del rientro nella classe di provenienza. Dopo queste prime esperienze le sezioni scolastiche degli ospedali cominciarono a moltiplicarsi, concentrandosi non solo sull’assistenza didattica ma anche sul sostegno psicologico. La C.M. 2 dicembre 1986, n.345 ratificò la nascita delle sezioni scolastiche all’interno degli ospedali, come sezioni staccate della scuola del territorio. Oggi il servizio può vantare la collaborazione di docenti di ogni ordine e grado, per fornire agli studenti-pazienti un livello di conoscenze adeguato.

La scuola in ospedale ha come obiettivo assicurare pari opportunità agli alunni ricoverati, mettendoli in condizione, ove possibile, di proseguire lo sviluppo di capacità e competenze al fine di facilitare il loro reinserimento nei contesti di provenienza e di prevenire eventuali situazioni di dispersione scolastica.
Sul sito del MIUR, si legge che per fare questo è stata sviluppata una specifica offerta formativa per gli studenti malati. E’ importante infatti tenere conto della condizione fisica e psicologica della persona e sviluppare percorsi mirati. Il personale docente deve possedere particolari capacità relazionali, in quanto la serenità e l’obiettività possono essere messe a dura prova. Professionisti ed istituzioni devono collaborare per promuovere il benessere e la crescita del ragazzo. Solo tramite un buon collegamento tra insegnanti operatori sanitari e la famiglia è possibile prevenire situazioni di dispersione scolastica.

Caterina Venturini, scrittrice ed insegnante, ha raccontato su Internazionale la sua esperienza di docente in ospedale. Nel suo lungo articolo parla dell’importanza del servizio e della particolare preparazione che gli insegnanti devono avere per svolgere questo compito. Sono necessari corsi di formazione per gli insegnanti ed un sostegno psicologico per rendere il servizio più efficace e prevenire eventuali danni. I corsi di pre-servizio però sono durati solo due anni e non sono mai stati obbligatori. Chi è gia sul campo teme che la riforma in atto e l’aumento della mobilità degli insegnanti peggiori ulteriormente la qualità dell’insegnamento.
Secondo Caterina Ventuini, “si rischia di tornare al principio e di affidare un servizio pubblico alla buona volontà del singolo. Si rischia ogni volta l’improvvisazione e di non avere risposte adeguate per adolescenti che hanno già sofferto”.

Di Stefano Di Foggia

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0