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Il Trentino rivoluziona la sua scuola

Il Trentino rivoluziona la sua scuola

Sono molte le novità proposte con la riforma della scuola trentina che vede come dominante e autonoma la figura del dirigente scolastico. Di Ludovica

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Sono molte le novità proposte con la riforma della scuola trentina che vede come dominante e autonoma la figura del dirigente scolastico.

Di Ludovica Gentili

Approvato ieri dalla giunta provinciale il disegno di legge che vede come protagonista il sistema scolastico trentino; nell’attesa che attraversi l’iter legislativo per poter prendere il via, si comincia a fare il punto della situazione definendo i punti cardine di questa riforma. Una ristrutturazione questa che propone tra le varie novità un cambiamento dei metodi utilizzati per la reclutazione dei docenti scolastici e una serie di modifiche volte a raggiungere una struttura scolastica di altissimo livello.
Tanto per cominciare i docenti non saranno più destinati ad una cattedra bensì ad un ambito territoriale a seconda dei progetti dell’Istituto, il dirigente scolastico, nota figura organizzativa, avrà un ruolo più autonomo e libero che gli consentirà di poter prendere decisioni rilevanti riguardo al sistema scolastico.

A tal proposito, l’attenzione viene puntata proprio sulla figura di chi, in quanto Preside e Direttore Didattico avrà in questa riforma un’ampia rosa di nuove opportunità per svolgere il proprio lavoro che eleveranno maggiormente il proprio ruolo divenendo un vero e proprio punto di rifermento per la scuola in quanto sarà proprio a lui che spetteranno le decisioni più’ incisive. Gli studenti impareranno il concetto di cittadinanza approfondendo tutte le argomentazioni di primaria importanza della propria regione d’appartenenza, così da sviluppare un’ampia e completa conoscenza delle proprie origini.
Verrà proposto agli insegnanti un rapporto lavorativo lungo tre anni al termine del quale, se non verranno riconfermati, torneranno alle “postazioni” originarie. Sarà inoltre introdotto un sistema di valutazione dei docenti, che aiuterà a comprendere se il lavoro svolto procede secondo le intenzioni e con profitto, con il fine di evolversi continuamente e chi sarà reputato meritevole sulla base di un analisi di tutto il percorso triennale, avrà diritto ad essere premiato con un compenso. Per fare questo si è pensato di stanziare un fondo di due milioni di euro per premiare il merito.

Un modo sicuramente congeniale per stimolare gli insegnati a fare sempre meglio grazie non sottovalutando l’aspetto psicologico e l’importanza della gratificazione. Ulteriori cambiamenti sono previsti per gli anni a seguire, nei quali avremo una probabile riduzione della settimana da 6 a 5 giorni tra il 2018 e il 2019, una formula utilizzata già dall’80% delle scuole primarie.
Pianificati i progetti e prese le decisioni più impostanti si attendono le approvazioni finali per portare in campo le novità proposte, per cercare di dare il massimo al sistema di istruzione italiano e per mantenere alto il nome della scuola trentina.

Di Ludovica Gentili

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