Docente capace, bonus statale

Docente capace, bonus statale

Il MIUR descrive le norme per la distribuzione dei fondi per gli insegnanti meritevoli. Si richiedono un comitato interno e il parere del preside. Di

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Il MIUR descrive le norme per la distribuzione dei fondi per gli insegnanti meritevoli. Si richiedono un comitato interno e il parere del preside.

Di Giulia Pezzullo

Un punto della famigerata legge renziana 107 del 2015, come è ormai noto, prevede la distribuzione di 200 milioni di euro di fondi statali trattati come bonus di merito sullo stipendio dei docenti. Tramite il referendum abrogativo, per il quale si sta portando avanti la campagna di raccolta firme, i sindacati cercano di eliminare quello che è stato definito un privilegio per pochi eletti scelti in un modo che non sarebbe totalmente corretto nei confronti di tutti i docenti. Inoltre, le associazioni pro lavoratori affermano che la cifra proposta per ciascun dipendente meritevole (270 euro lordi extra sullo stipendio) è irrisoria e non può essere considerata un Bonus-Lavoro.

Tuttavia, in attesa dell’esito del referendum, la legge c’è, esiste ed è in vigore e il MIUR si trova a dover dare direttive di massima per l’applicazione delle regole imposte dalla 107. La domanda chiave che ruota attorno alla questione dei bonus è: chi assegna gli extra e in che modo? Il Ministero risponde con una nota nella quale specifica che saranno un Comitato apposito e il parere indiscutibile del preside della scuola a decidere i destinatari dei fondi. Il “Comitato per la valutazione dei docenti” sarà formato da preside, tre insegnanti, due genitori e un componente esterno e sceglierà i criteri per stabilire chi premiare. I beneficiari dovranno essere né troppi né troppo pochi; nella nota del MIUR si legge che ci si dovrà tenere su un 10% rispetto al totale. L’ultima parola, in ogni caso, spetterà sempre al dirigente scolastico che, per questo motivo, sarà monitorato dal Ministero dell’Istruzione in ogni decisione.

Per i sindacati, la possibilità di avere un comitato “popolare” a diretto contatto con la scelta dei migliori docenti è una magra consolazione; tuttavia, un team di tecnici monitorerà l’applicazione corretta delle norme vigenti. La sfumatura che più infastidisce le associazioni sindacali è lo strapotere dei presidi nel prendere decisioni in modo categorico e senza possibilità di contrattazione. “Quello che i sindacati non tollerano è l’idea che il dirigente diventi anche autorità salariale” dichiara Mimmo Pantaleo, segretario di Flc Cgil.
Ad ogni modo, la nota ministeriale in forma di circolare ufficiale è ormai scritta e da ieri distribuita in tutta Italia. Ufficialmente, dovrebbe partire la procedura descritta con la nomina dei commissari dei comitati e la conseguente decisione dei criteri in base ai quali scegliere i docenti che contribuiscono in modo efficace alla crescita degli studenti e della didattica. I sindacati dunque, per ora, dovranno farsene una ragione in attesa della fine dell’epopea sul referendum abrogativo.

Di Giulia Pezzullo

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