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“Grant 2016”: quando la prospettiva di un futuro per i giovani diventa possibile

Sembrerà strano, ma ogni tanto in Italia si premia anche il merito ( e noi siamo sempre in prima fila a documentarlo). Arrivano i “Grant 2016”, borse

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Sembrerà strano, ma ogni tanto in Italia si premia anche il merito ( e noi siamo sempre in prima fila a documentarlo). Arrivano i “Grant 2016”, borse di ricerca per 165 giovani da tutto il mondo.

Di Carolina Saputo

Fare ricerca è una vocazione, una passione che non ti abbandona mai, e nonostante i mille ostacoli e le avversità su questo percorso tortuoso (la disoccupazione, la difficoltà nel ricevere un contratto, gli stipendi miseri) ci sono giovani che credono nella possibilità di un futuro migliore, per loro come ricercatori e per il mondo con le scoperte fatte. Fortunatamente, qualcuno che crede in queste stesse prospettive c’è: tanto per fare un esempio, la Fondazione Veronesi stanzia ogni anno un numero decisamente elevato, che quest’anno sfiora la modica cifra di 165, di borse di ricerca per giovani provenienti da tutto il mondo (precisamente da 21 paesi diversi).

Il progetto, bello e ambizioso direi, viene coronato dalla cerimonia dei “Grant 2016” , durante il quale ogni anno si decide di premiare decine di ricercatori in ambito medico-scientifico, aiutandoli a portare avanti le proprie portentose scoperte in ambiti che spaziano dall’oncologia alle malattie cardiovascolari, alle neuroscienze. I vincitori sono in larga parte donne, con una media di 125 su 165, con un’età media di 34 anni e il 16% sono stranieri occupati a lavorare in istituti italiani. La cerimonia di premiazione inoltre, che si terrà il 27 Aprile presso l’Unicredit Pavilion di Milano, svelerà i nomi dei dieci ricercatori italiani che avranno la possibilità di compiere un’esperienza formativa della durata di sei mesi all’estero. In un paese probabilmente senza prospettive per i giovani, o perlomeno con quelle sbagliate, in cui i soldi stanziati non sono mai abbastanza e il fenomeno “fuga di cervelli” è ormai diventato il leit-motiv di questa generazione, la Fondazione Veronesi vuole metterci la faccia (e anche le risorse necessarie).

Noi non smettiamo di sperare, perché il desiderio di fare buona ricerca non diventi una chimera per l’Italia.

Di Carolina Saputo

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