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Proteste a Yale contro la schiavitù

Proteste a Yale contro la schiavitù

Un'ala del dormitorio sarebbe ancora dedicata ad uno schiavista confederato. Nell’America di oggi, negli Stati Uniti di oggi, pochi, ma forse perché a

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Un’ala del dormitorio sarebbe ancora dedicata ad uno schiavista confederato.

Nell’America di oggi, negli Stati Uniti di oggi, pochi, ma forse perché abbiamo un occhio poco attento, pochi direbbero che il fenomeno del razzismo è ancora così forte. Beh, certo, in Mississipi, Missouri, quegli stati dell’entroterra, certo. Ed invece non solo. Basta “buttare un occhio”, come si dice in gergo, a Yale, il prestigiosissimo college di New Haven, Connecticut. Pensate che il dormitorio di questa famosa università di New Haven è ancora intitolato a John C. Calhoun, e agli studenti questo non piace. Nato in North Carolina, Calhoun si batté fermamente contro l’Unione e a favore dei Confederati, poiché grande difensore della schiavitù. Si laureò a Yale nel 1804, forse è ora di cambiare nome al dormitorio. A voler mantenere quel nome per il dormitorio, nonostante a novembre 2015 gli studenti fossero scesi in piazza a chiedere un cambio di registro, è il presidente dell’università Peter Salovey: “Mantenere quel nome ci costringe ad affrontare uno degli aspetti più inquietanti del nostro passato” ha scritto in un comunicato ufficiale. Chissà se è veramente questo il motivo.

La protesta, poi, non si è fermata solo a New Haven, ma ha contagiato tutti i più prestigiosi college della “terra delle opportunità”. E’ di ieri, infatti, la decisione di Eduardo Cadava, presidente del college di Priceton, di far cancellare il murales del presidente Woodrow Wilson, poiché deciso sostenitore della segregazione razziale durante il suo incarico, avvenuto tra il 1913 e il 1921. Ad Harvard, hanno invece deciso di rimuovere il titolo di “Maestro” a quelle prestigiose personalità che lì si laurearono, ma che furono a favore dello schiavismo o di qualsiasi altro versante razzista.

Di Giulio Rinaldi

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