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Elogio all’insuccesso: un docente di Princeton e il curriculum di tutti i suoi flop

Percorso reverse per Johannes Haushofer, professore di psicologia e neurobiologia che, in controtendenza con il mondo accademico, ha pubblicato su Twi

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Percorso reverse per Johannes Haushofer, professore di psicologia e neurobiologia che, in controtendenza con il mondo accademico, ha pubblicato su Twitter il curriculum vitae dei suoi maggiori insuccessi.

Nella vita non sempre si raggiunge l’obiettivo sperato, troppe volte anzi andiamo incontro a finali amari, sogni frantumati e fiaschi in ogni campo: amore, sport, lavoro. Escono fuori delle sensazioni negative,che ci fanno chiudere in noi stessi, nascondere come struzzi sottoterra, evitare, nei casi limite, il contatto umano, pur di non dare spiegazioni e affrontare il fatto compiuto: non ci sono riuscito.

La nostra mente non è facilmente comandabile, si fa condizionare da certe situazioni, anche se a volte altri fattori condizionano gli eventi, come la sorte o elementi sfavorevoli. Ma non riusciamo a pensarci, rimaniamo noi di fronte allo spettro delle nostre incapacità; del resto l’ambiente in cui viviamo, dove è richiesta competitività a livelli continuamente crescenti, non ci aiuta.

Eppure un uomo è andato incontro alle onde, ha preso una via diversa dalla chiusura in se stessi: ha messo per iscritto il Mea Culpa di ciò che non ha portato a termine. Quest’uomo è Johannes Haushofer, non un docente qualunque, perché prima di insegnare a Princeton era già stato ricercatore ad Harvard,Oxford e Zurigo. Da uno con un curriculum del genere, penserete, che insuccessi possiamo aspettarci?
Ci sono ci sono, come ogni singola persona sulla faccia della terra; perché nessuno è perfetto e tutti intoppano in errori. Per questo ha deciso di pubblicare il Curriculum dei fallimenti: “Fallisco nella gran parte delle iniziative in cui mi cimento ,ma i fallimenti, a differenza dei successi, rimangono invisibili“, sono le parole del docente.
Com’è umano lei!” mi vien da pensare ricalcando un evergreen come il ragioniere Ugo Fantozzi, vera metafora cinematografica della natura fallimentare dell’uomo. Così, nero su bianco, ecco l’elenco: progetti mai realizzati, i premi non conseguiti, le promozioni accademiche mancate, gli articoli rifiutati da riviste scientifiche, i finanziamenti non ottenuti.

La vita è fatta di molti fiaschi, e troppo spesso dimentichiamo che, partendo da questi, possiamo ricevere la giusta spinta a provare e riprovare, insomma, a non arrenderci mai.

Di Umberto Scifoni

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