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Aspiranti chirurghi crescono: la medicina ai tempi del sushi e degli origami

Aspiranti chirurghi crescono: la medicina ai tempi del sushi e degli origami

Esiste un ospedale giapponese che ha recentemente adottato un inusuale e a dir poco anticonvenzionale sistema per testare le capacità dei propri medic

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Esiste un ospedale giapponese che ha recentemente adottato un inusuale e a dir poco anticonvenzionale sistema per testare le capacità dei propri medici; sei un aspirante chirurgo? Dovresti focalizzare le tue attenzioni su onigiri al salmone e gru di carta.

Di Carolina Saputo

Com’è che recita il famoso detto? “Impara l’arte e mettila da parte”; del resto ogni nuova abilità può sempre tornarti utile nella vita, specialmente se sei o se vuoi disperatamente diventare un chirurgo. Sembra che un ospedale del sud del Giappone, il Kurashiki Central Hospital, abbia preso alla lettera questo modo di dire per valutare le competenze pratiche dei propri candidati in maniera a dir poco anticonvenzionale, superando prove che migliaia di medici occidentali non potrebbero nemmeno immaginare.

In fondo il Kurashiki offre uno tra i migliori programmi di stage chirurgici del paese, perciò se per caso si sentisse in diritto di testare le qualità dei medici avventori usando sushi ed origami in miniatura, così sia (e nessuno può permettersi di controbattere). La strada per guadagnarsi un posto in questo ospedale è lunga, tortuosa e passa attraverso alcuni step: per prima cosa ai candidati viene chiesto di utilizzare gli appositi strumenti chirurgici per piegare un foglio di carta dalle dimensioni di 1,5 centimetri quadrati, con l’ unico scopo di ricreare una gru. Niente a che vedere con il secondo passo, in cui un insetto della grandezza (si fa per dire) di 35 mm, viene diviso minuziosamente in 13 minuscole parti che gli aspiranti chirurghi devono ricomporre senza ovviamente (e questo è scontato) danneggiarle. Per i pochi fortunati che riescono ad arrivare all’ultima prova, adesso viene il bello: è necessario infatti realizzare dei pezzi di sushi in miniatura partendo da un singolo chicco di riso più altri ingredienti classici; potrebbe sembrare scontato ma a tutto questo bisogna aggiungere che per completare ogni prova si hanno a disposizione ben 15 minuti; i vincitori (si, a quanto pare qualcuno è in grado di vincere) otterranno il posto da stagista.

Per gli ospedali di mezzo mondo questi metodi potranno sembrare quantomeno assurdi e privi di sento ma, a pensarci bene, in questo modo vengono messe alla prova concentrazione, precisione e mano ferma, il tutto in un clima decisamente pressante; non è forse così che dovrebbe lavorare il chirurgo di domani?

Di Carolina Saputo

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