Scuola, prof e violenze: adesso è allarme

Scuola, prof e violenze: adesso è allarme

Dal 2009 ad oggi innumerevoli casi di maltrattamenti in tutta Italia. Di Ludovica Gentili Si fanno sempre più frequenti i casi di maltrattamenti sui b

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Dal 2009 ad oggi innumerevoli casi di maltrattamenti in tutta Italia.

Di Ludovica Gentili

Si fanno sempre più frequenti i casi di maltrattamenti sui bambini da parte delle maestre, che, nonostante siano chiamate ad esercitare tutt’altra tipologia di insegnamento, continuano a sfogare le proprie frustrazioni senza calcolare le conseguenze dei loro gesti su dei poveri bimbi incapaci di difendersi e opporsi a tali azioni. Proprio ieri nel Casertano l’ennesimo caso, che ha visto un maestra esser messa agli arresti domiciliari.
Non sempre questi atteggiamenti sono frutto di insoddisfazioni mal espresse, piuttosto spesso non vengono riconosciuti a monte i disturbi psicologici che queste donne nascondono.

È per questo che si chiede spesso oltre ai provvedimenti giudiziari, un’attenzione accurata verso l’attività da loro svolta con il fine di prevenire situazioni che potrebbero vedere vittime bimbi innocenti e in una fase significativa che pone le basi alla formazione dell’individuo: l’infanzia.

Molti i casi che si contano oramai in Italia dal 2009 ad oggi e molti di questi concentrati in un unico periodo e a poca distanza di tempo. Scatta quindi un allarme, che risuona molto forte nelle nostre orecchie, un grido di aiuto da parte dei bambini, vittime di tali soprusi e dei loro genitori che pretendono giustizia. Piccoli bersagli di personalità disturbate, sottoposti ad abusi fisici e psicologici, indistintamente dalla loro condizione, con handicap o senza, maestre incapaci di gestire le proprie emozioni.
Roma, Potenza, Terracina, Rimini, Taranto, Caserta, Grosseto, Orvieto, sono questi insieme ad altre città i teatri di questi atti, che hanno visto squadre di Carabinieri e Polizia assolvere il loro compito per difendere le vittime.

Per fortuna non è sempre così, speriamo solamente di ascoltare il meno possibile in un futuro storie di questo genere e che la scuola possa essere intesa come un luogo sicuro in cui essere protetti.

Di Ludovica Gentili

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