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Quando la gerarchia tradizionale della scuola si rinnova

Quando la gerarchia tradizionale della scuola si rinnova

Immaginate una scuola senza professori e senza libri, una scuola che non vuole insegnare ma scovare talenti dell’informatica: ecco a voi l’Ecole 42 di

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Immaginate una scuola senza professori e senza libri, una scuola che non vuole insegnare ma scovare talenti dell’informatica: ecco a voi l’Ecole 42 di Parigi.

Di Silvia Carletti

In Francia, precisamente a Parigi, è stata sviluppata un’idea di scuola ben lontana dal mondo delle lavagne e dei gessetti, dei compiti in classe e professori: si chiama Ecole 42 ed è una scuola ultratecnologica per programmatori informatici. L’informatica è una disciplina in continua evoluzione che guarda al futuro come nessun’altra materia sa fare, per questo per stimolare gli studenti è stato realizzando un ambiente piuttosto particolare. Graffiti, tele della street-art, grandi spazi e un look totalmente moderno, oserei dire avanguardista: queste sono le aule in cui ci si trova a fare lezione, o meglio, a “creare”, nell’Ecole 42. Dico creare perché

l’obiettivo dell’ideatore di questa scuola, Xavier Niel, è quello di crescere degli artisti dell’informatica, più che dei meri esecutori di ordini in codice binario. La parola chiave è la creatività, perché solo personalizzando il proprio lavoro gli studenti potranno emergere nelle imprese e nel mondo in cui, usciti dalla scuola, dovranno imbattersi.

Non ci sono orari fissi di lezione, nè giorni di frequenza prestabiliti, tutto dipende dallo studente che riceve così un carico di responsabilità non indifferente: non ci sarà qualcuno a guidare il suo rendimento scolastico, tutto sarà affidato alla capacità dei singoli di collaborare ed effettuare progetti in relazione con gli altri.

La scuola è aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e, cosa che ci sembra assurda, sono gli allievi a decidere quando presentarsi, anche negli orari notturni, grazie al badge di accesso.

Nonostante sembrerebbe regnare l’ “anarchia” per l’autonomia di cui godono i ragazzi, in realtà il percorso di inserimento nella scuola non è affatto banale: bisogna superare varie fasi di test di logica e in più sostenere tre mesi di lavoro intenso – 15 ore al giorno- in cui viene realizzato un primo progetto di lavoro. Alla fine del corso, che dura tre anni, non è previsto alcun esame, ma Xavier ritiene che dall’Ecole usciranno solo personalità brillanti, in grado di guidare la classe industriale francese del domani.
Da dove si origina un’idea così stravagante? Il nome della scuola è tratto da un romanzo umoristico-fantascientifico di Douglas Adam intitolato “Guida galattica per gli autostoppisti”, nel quale un computer dotato di Intelligenza Superiore viene interrogato sulla “domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto il resto” e dopo sette milioni e mezzo di anni di elaborazione, fornisce la risposta “42”.

La scuola si pone in maniera assolutamente antitetica alla tradizione, emblematica è la frase pronunciata dal Direttore Sadirac: “Se tu vai in una scuola normale francese, tutto concorre a deresponsabilizzare gli studenti, ti dicono cosa studiare, a che ora venire, chi fa cosa e come lo deve fare. Insegnano a essere docili e ligi”. Ciò che si percepisce nell’ atmosfera dell’Ecole è che sono gli studenti a essere leader di loro stessi, devono saper gestire da soli il proprio tempo e autocorreggersi, migliorarsi giornalmente. È un metodo ancora inesplorato e quasi del tutto sconosciuto, ma perché non dargli fiducia se ci proietta verso il futuro delle industrie, quello digitale?

Di Silvia Carletti

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