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L’università e gli Open Data, qualità ed accessibilità

L’università e gli Open Data, qualità ed accessibilità

Uno studio per valutare i dati aperti degli atenei italiani. Di Stefano Di Foggia Il numero degli Open Data rilasciati dalle pubbliche amministrazioni

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Uno studio per valutare i dati aperti degli atenei italiani.

Di Stefano Di Foggia

Il numero degli Open Data rilasciati dalle pubbliche amministrazioni in Italia è notevolmente cresciuto a seguito del “Decreto Trasparenza” (no.179/2012). Ad oggi, sono più di diecimila i dataset segnalati da dati.gov.it.
I possibili benefici derivanti dalla disponibilità dei dati della PA sono ampiamente discussi e largamente condivisi, sia in termini di trasparenza che di potenziale economico.

Detto questo, non sempre i dati sono facilmente accessibili e spesso sono incompleti. Uno studio pubblicato su www.forumpa.it ha cercato di valutare i dati pubblicati dalle università italiane nel 2014.
Sono state prese in esame le prime 25 università della classifica del Sole 24 Ore.
La valutazione è stata effettuata su un modello di qualità del dato ricavato dallo Standard ISO/IEC 25024, facendo riferimento all’accuratezza, la completezza e la coerenza.

Per prima cosa dallo studio emerge che solo 12 dei 25 atenei in esame avevano pubblicato sul proprio sito le tabelle riassuntive riguardanti i dati del 2014. Infatti, secondo le specifiche tecniche predisposte dall’ANAC, tutte le informazioni dovrebbero essere pubblicate nella sezione “Amministrazione trasparente/Bandi di gara e contratti”.

Stando a quanto si legge, la qualità dei dati è piuttosto alta anche se sono stati riscontrati problemi di completezza, di accuratezza e alcune inconsistenze dei dati. Ad esempio, è stata notata l’assenza d’informazioni basilari, come la selezione dell’appaltatore o l’identificatore univoco dei partecipanti ai contratti pubblici. In un caso, il metodo di scelta del contraente non era indicato in nessuna procedura. Dunque, non sempre è stata possibile la tracciabilità completa dei soldi pubblici spesi.

In ogni caso, queste anomalie sono state riscontrate grazie a misurazioni piuttosto parziali e gli stessi autori non escludono che studi più approfonditi possano rilevare ulteriori problemi.
Qualunque sia la causa è importante che i dati siano completamente accessibili e completi, così da permettere a tutti gli utenti di conoscere e valutare l’operato della Pubblica Amministrazione.

Di Stefano Di Foggia

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