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Agli italiani non piace laurearsi

Agli italiani non piace laurearsi

Secondo l’ Anvur crescono le immatricolazioni ma in molti non portano a compimento l’opera. Di Ludovica Gentili Ci sarebbe da scrivere trattati, intav

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Secondo l’ Anvur crescono le immatricolazioni ma in molti non portano a compimento l’opera.

Di Ludovica Gentili

Ci sarebbe da scrivere trattati, intavolare discussioni e dibattiti lunghi decenni se volessimo prendere in mano la questione relativa al sistema universitario italiano, come del resto potremmo fare con mille altri argomenti riguardanti questo Paese. Senza dubbio, assistiamo a nuovi progetti, iniziative, e miglioramenti sotto alcuni profili, ma resta che qualche falla persiste ed è forse il momento di prendere la situazione di petto e tentare una strada di risoluzione.
Avreste mai detto che

risultiamo gli ultimi in graduatoria come Paese che detiene la quota minore di popolazione con un titolo di istruzione?

Ebbene sì, pare che gli italiani non siano tra i primi a godere di un titolo di laurea, anche se sembra esserci un incremento delle immatricolazioni.

Con il tempo hanno preso piede le Accademie d’arte, che hanno sostituito in parte i tradizionali atenei fornendo la possibilità di conseguire un diploma/laurea in campo artistico e in molti preferiscono specializzarsi in quel campo.

I professori delle Università sia pubbliche che private hanno in media 53 anni, un mancato ricircolo pertanto generazionale di coloro che hanno il titolo per tramandare il proprio sapere.

Se è vero che “gallina vecchia fa buon brodo” è altrettanto veritiero che per dare la possibilità al mondo di girare nel verso giusto, rispettando il ciclo naturale degli eventi, qualche giovane professore fresco di sapere non sarebbe poi così male in cattedra. Molti non concludono il percorso universitario, non portando a termine nemmeno la laurea triennale, altri non tentano nemmeno l’esperienza all’estero di approfondimento.

I finanziamenti per i progetti di ricercasi si sono fermati al 2011, momento in cui hanno raggiunto il picco per poi crollare negli anni seguenti.

Stando alle analisi dell’Anvur, l’Agenzia di valutazione del sistema universitario, che ha presentato proprio ieri gli studi effettuati, questo sarebbe il panorama odierno, dove forse solamente il Nord Italia presenta una situazione più stabile e positiva. Siamo coscienti del fatto che questo genere di sistema è soggetto nel tempo ad un andamento che tende a salire e scendere a seconda del momento e delle fasi che si attraversano.

Restiamo fiduciosi del fatto che prossimamente i dati risulteranno più incoraggianti, ma ci auguriamo sopratutto che venga scoperto il meccanismo che al momento “ha intasato gli ingranaggi” per poter ripristinare l’andamento e incitare i giovani a stringere in mano il proprio diploma di laurea.

Di Ludovica Gentili

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