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Tra la Nuova Ucraina e la Vecchia Europa

Tra la Nuova Ucraina e la Vecchia Europa

Il mondo non potrà rimanere per sempre inerme davanti quello che sta succedendo tra Putin e Poroshenko. Di Irene Tinero E' notizia recente il ritorno

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Il mondo non potrà rimanere per sempre inerme davanti quello che sta succedendo tra Putin e Poroshenko.

Di Irene Tinero

E’ notizia recente il ritorno di Nadja Savchenko a casa, nella sua Ucraina. Il top gun dell’aviazione ucraina è condannata a 22 anni di carcere in seguito all’uccisione di due reporter russi: la donna avrebbe fornito le giuste coordinate per bombardare la troupe televisiva. I legali della pilota, che non potranno incontrarla fino al 12 gennaio, avrebbero però fornito diverse prove della sua innocenza.
Anche in merito all’arresto ci sono diverse ambiguità: Nadja dice di essere stata consegnata ai Russi, i quali smentiscono e si difendono sostenendo che la donna ha attraversato in autonomia i confini.
Nel frattempo, la prigioniera è stata votata nel parlamento ucraino e in segno di protesta sta portando avanti uno sciopero della fame dal dicembre scorso.
Nadja, simbolo della Nuova Ucraina anti-russa, torna a casa in seguito ad uno scambio tra prigionieri. Mentre lei è in viaggio verso Kiev, Evgenj Erofeev e Alexsandr Alexsandrov ritornano a Mosca: i due sono stati condannati a 14 anni di reclusione in seguito ad atti di terrorismo. Gli uomini dicono di essere agenti del servizio segreto russo, in aiuto ai separatisti filorussi, mentre il governo di Putin ha sempre smentito definendoli ex militari che agivano in autonomia.

Ma perché tanto clamore? #FacceCaso. Tutto ruota intorno alla Crimea, a sud dell’Ucraina, abitata per il 60% da russi. In principio questa regione apparteneva al Cremlino, ma dal 1954 è territorio ucraino.
Putin invase la Crimea dopo la destituzione forzata del presidente Yanukovich: ufficialmente questo gesto era volto a tutelare le minoranze russe, minacciate dal clima di scissione; ufficiosamente la Crimea pullula di interessi economici. Basti pensare che è la fonte principale dei gasdotti che rifornisco l’Europa e la stessa Russia. Infatti, a meno che Putin non voglia “battere le brocche”, non conviene molto neanche al suo governo una guerra.

Se per il resto del mondo è il Cremlino l’invasore, in Ucraina si respira un forte senso di disunione, in cui sono i residenti russi a sentirsi “minacciati”: contribuisce a dividere, il movimento dell’EuroMaidan, che dal 2013 sostiene delle manifestazioni contro la sospensione dell’accordo di associazione tra Ucraina ed UE.
Anton Schnaider, 33 anni, Art Director, sposato con una donna ucraina, parla di una possibile guerra civile, in cui “la tua immagine e quella del tuo nemico si fondono”. Alcuni dei suoi amici definiscono i russi “schiavi” ed altri temono di dover combattere contro i loro fratelli. Lui personalmente si augura una nazione più unita, che guardi al futuro.
Nadia Shapoval, 24 anni, modella residente a Milano, ha parlato con alcuni amici che frequentano l’università in Ucraina, i quali prevedono “qualcosa di brutto”, uno sterminio dei russi da parte del movimento separatista, insieme ai fascisti.
C’è chi al sogno dell’Europa ci ha rinunciato. E’ il caso di Alexander Nederov, 31 anni, meccanico, che si augura la creazione di uno stato Federale e non crede nello scoppio di una guerra: “è una guerra di nervi” (cit. Timoshenko).
Ksenia Kalinovskaya, 25 anni, giornalista e attivista EuroMaiden, si è trasferita a Kiev per partecipare alla protesta: non si augura stabilità, che dice essere qualcosa per i pigri, ma sviluppi e cambiamenti.
Infine Yurko Ivanyshyn, 42 anni, produttore cinematografico ex giornalista, ha creato la rete UkrStream per riprendere certi eventi e parla di EuroMaiden, di cui è attivista, come un luogo di convivenza e tolleranza e dell’Ucraina come “esempio di ragionevolezza”.

Personalmente posso dire che ricorda, paurosamente, la Bosnia agli inizi degli anni ’90.

Di Irene Tinero

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