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‘Rebels’ on tv: il docu-reality

‘Rebels’ on tv: il docu-reality

Nella comunità Kayròs per il recupero di giovani colpevoli di reati, hanno girato una serie televisiva di grande impatto. Da settembre partirà il pali

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Nella comunità Kayròs per il recupero di giovani colpevoli di reati, hanno girato una serie televisiva di grande impatto. Da settembre partirà il palinsesto.

Nel mondo in cui viviamo, sentiamo spesso parlare di realtà difficili in cui i ragazzi vivono con disagio e solitudine. Alcuni si buttano tra le braccia della droga, altri nel gioco d’azzardo, altri ancora rubano o compiono piccoli atti di vandalismo che li mettono in seri guai. Non di rado questi guai diventano problemi con la legge a cui fanno seguito denunce, processi e, nella peggiore delle ipotesi, il carcere. La prigione non è riservata solo ed esclusivamente agli adulti maggiorenni; esistono i cosiddetti ‘carceri minorili’ che accolgono i ragazzi minorenni per permettergli di recuperare le proprie vite sbandate e concludere qualcosa di buono.

È ciò che fa don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano all’interno della comunità Kayròs: abbraccia i ragazzi e li accompagna per mano verso una strada migliore. Proprio qui, è nato

il progetto Rebels, una serie televisiva che vede come protagonisti i ‘teppistelli di quartiere’ finiti in riformatorio.

Grazie alla regia di Donato Pisani e Aldo Innocenti e con la produzione di Invisibile Film, la serie andrà in onda a settembre suddivisa in 8 puntate di 50 minuti ciascuna e sarà trasmessa su TV2000. La presentazione del progetto, tuttavia, avrà luogo il prossimo sabato 4 giugno nell’ambito della mostra Identity ospitata a Milano dallo Spazio Elf.

L’obiettivo principale di Rebels non è solo quello di costruire un programma forte ma soprattutto dimostrare che si può fare una televisione bella e allo stesso tempo utile” ha dichiarato Gabriella Manfrè di Invisibile Film. La serie tv parlerà della vita dei ragazzi, a partire dall’organizzazione di una partita di calcio per beneficenza, costruendo la squadra vincente. In ogni puntata, i giovani si metteranno a nudo raccontando le difficoltà che hanno incontrato nella vita e le vicende che li hanno portati a compiere furti o violenze o spacci di droga e svelando quali sono i sogni, le aspirazioni e i pensieri rivolti al futuro che immaginano per loro stessi una volta usciti dalla comunità. Don Burgio ha detto: “Questi ragazzi sono lo specchio di quanto avviene nel mondo giovanile oggi, sono il risultato di quello che la società impone loro come modelli di vita riuscita“.

Per garantire il giusto finanziamento al progetto, inoltre, è stato aperto un canale di crowdfunding

a cui tutti possono collegarsi e lasciare un’offerta.

È difficile pensare di donare a chi ha sbagliato una seconda opportunità, eppure a volte sembra così corretto che non si può rimanere immobili nella proprie convinzioni bigotte. Ragazzi minorenni, con un passato alle spalle che già pesa come un macigno, non possono rimanere isolati e abbandonati senza la possibilità di redimersi e di fare qualcosa di buono per la società. Mi rendo conto che chi commette errori così gravi diventa automaticamente un’erbaccia da estirpare; ma prova a pensare per un secondo se nella loro condizione ci fossi stato tu.

Tu che non avresti potuto andare al mare con gli amici, accompagnare tua sorella al saggio di danza o invitare la persona che ti piace a prendere una birra. Lo trovi ingiusto? Forse lo è. Io il beneficio del dubbio, me lo prendo.

Di Giulia Pezzullo

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