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Gomorra: episodi 9 e 10

Gomorra: episodi 9 e 10

Prosegue la serie di Stefano Sollima, tra finzione e realtà: quello a cui assistiamo è pura creazione artistica, sufficiente però a scuotere le nostr

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Prosegue la serie di Stefano Sollima, tra finzione e realtà: quello a cui assistiamo è pura creazione artistica, sufficiente però a scuotere le nostre coscienze; la realtà è cosa diversa e ben peggiore.

Di Irene Tinero

Oggi avremmo potuto parlare dell’avanzata, estremamente deludente, di Donna Annalisa, della morte di O’ Truck, di Ciro, talmente solo, da cercar riparo in Genny (il che è tutto dire) o degli innumerevoli pericoli a cui si espone Patrizia.
Eppure preferisco raccontarvi i retroscena per una volta.
A tratti abbiamo conosciuto Marinella, la nuora di Chanel: il marito è in carcere da 7 anni e noi telespettatori sappiamo della relazione extraconiugale con Mario, piccolo affiliato del clan. Marinella riesce a sostenere la relazione nonostante lo sguardo vigile di Annalisa che la costringe ad un regime carcerario simile a quello del figlio: Chanel è priva dell’eleganza di alcune donne di camorra a cui eravamo abituati, ma ha la freddezza del boss e con un colpo secco uccide Mario, alla vigilia del rilascio di Lelluccio.
Marinella, sempre più chiusa in questo gioco infernale, vende la vita del marito ai guaglioncelli, interessati alla piazza di spaccio dei Sette Palazzi che l’Immortale aveva riservato proprio a Lelluccio, il tutto grazie all’intercessione dell’amica Patrizia, che a sua volta continua il “tutti contro tutti” di Don Pietro. Un fatale sbaglio uccide un ragazzo innocente.

Nella realtà le cose sono andate in maniera diversa, meno articolata: Pasquale Romano era andato semplicemente a salutare la ragazza, prima di una partita di calcetto. Era il 15 ottobre 2012, quando un caricatore, per errore, stroncò la vita del giovane e segnò “la fine della democrazia nel sud Italia” (cit. Roberto Saviano).
Prima di urlare la sua innocenza ci si è accertati che non fosse imparentato con nessun camorrista, così tanto per risollevare un po’ la coscienza a tutti.
Ai funerali di Lino, come lo chiamavano gli amici, non c’era alcuna rappresentanza politica, forse per una volta hanno preferito la coerenza: in compenso c’era Libera di Don Ciotti, associazioni di volontari e tanta gente per bene, che vive e lavora “per il bene”.
A questo caso potremmo aggiungere le storie di Andrea Nollino, Attilio Romanò, Dario Scherillo. Per dirla con Corrado Alvaro, “è inutile vivere onestamente”?: dalla faida Di Lauro (a mio avviso interpretato da Don Pietro)-scissionisti del 2004, a quella Di Lauro contro “girati” (“Chanel si è girata” dice Ciro), si sono succeduti diversi governi, ma non uno che abbia intralciato le piazze di spaccio, dove ancora si spara.

Il “quadrato amoroso” Chanel, Marinella, Mario e Lelluccio richiama storie vere: Valentino Galati aveva solo 19 anni quando scomparve improvvisamente il 26 dicembre 2006. Il ragazzo aveva una relazione con Angela Bartucca, moglie di Rocco Anello, il boss, in carcere, per cui “faticava”.
La Barucca è stata definita “una mantide”, perché la stessa sorte è toccata prima a Santo Panzarella, anche lui innamoratosi e ucciso nel luglio 2002.

La moglie di un camorrista carcerato non ha diritto a curare il proprio corpo, deve indossare perennemente il lutto, sottoporsi ad un’astinenza totale: per quest’ultimo punto (e la sessualità è un argomento centrale), in caso di morte, bisogna astenersi minimo 7 anni. Non a caso nella puntata, Marinella ripete spesso questa lunga attesa: non che Lelluccio sia morto, ma “7 anni” sembrano rivestire, almeno a livello simbolico, un’importanza notevole, corrispondendo al periodo necessario all’anima per raggiungere l’aldilà.

Gomorra-la serie è finzione, perché nella realtà si intercettano boss che consigliano di mettere al riparo “le creature”, altrimenti uccidono anche loro: voi dite che c’è un’anima che debba raggiungere l’aldilà in questi casi?

Di Irene Tinero

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