La chioccia che non c’è

La chioccia che non c’è

Un gruppo di studenti giapponesi ha covato un uovo artificialmente, provocando la nascita di un pulcino. Da Tokyo, si è sviluppato un caso mondiale ch

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Un gruppo di studenti giapponesi ha covato un uovo artificialmente, provocando la nascita di un pulcino. Da Tokyo, si è sviluppato un caso mondiale che ha destato l’interesse della comunità scientifica.

Il mistero della vita ha sempre affascinato l’uomo e nel corso degli anni il progresso nello sviluppo della conoscenza dei vari processi della nascita di un essere vivente è stato grande. Ormai i segreti sulla fecondazione e sulla messa al mondo di umani e animali sono pochi e le varie teorie confermate dagli studiosi hanno permesso di testimoniare cosa accade nelle pance delle mamme. È proprio questo il punto, la pancia della mamma. Il luogo dove tutto ha inizio è stato analizzato accuratamente e, oggi, è possibile ricreare ambienti favorevoli alla vita anche artificialmente.

Alcuni studenti giapponesi hanno potuto toccare con mano lo stupore di fronte alla nascita di una vita: si sono improvvisati mamma chioccia e hanno covato un uovo aperto. Il piccolo esperimento è stato condotto da un gruppo di ragazzi in una scuola di Tokyo durante il corso di biologia tenuto dal professor Tahara Sensei e usando soltanto una tazza, della pellicola trasparente e un’incubatrice. Per prima cosa la pellicola è stata tesa e posizionata su un contenitore di plastica; al suo interno, è stato poi rotto un uovo di gallina e, successivamente, il cellophane è stato sigillato. L’ultimo passaggio è stato quello di inserire il tutto in una specie di incubatrice per simulare il calore dato dalla chioccia che cova l’uovo. La trasparenza del contenitore nel quale è stato svolto l’esperimento ha permesso agli studenti di seguire lo sviluppo del processo passo, passo:

dopo tre giorni, il cuoricino dell’embrione era formato; cinque giorni dall’inizio, tutto il corpo del pulcino era ben visibile e, alla fine del tempo necessario al completo sviluppo, ossia 21 giorni dopo, un pulcino in carne ed ossa è saltato fuori dall’incubatrice, iniziando a pigolare nel laboratorio di biologia.

L’incredibile risultato dell’esperimento ha destato molto clamore nel mondo della scienza tanto da essere filmato e diffuso in modo virale sul web. L’obiettivo, ora, è quello di verificare se questa scoperta possa essere estesa ad altre forme di vita: poter osservare “all’aperto” lo sviluppo di un embrione è, infatti, di interesse notevole per studiare attentamente le varie fasi evolutive dal vivo.

Da un semplice laboratorio scolastico è nato un caso mondiale. Bravi ragazzi!

Di Giulia Pezzullo

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