Il divario sociale che pesa sull’Università: crollano le iscrizioni delle classi meno abbienti

Il divario sociale che pesa sull’Università: crollano le iscrizioni delle classi meno abbienti

In leggero aumento solo le iscrizioni dei più ricchi. Segno che chi ha meno mezzi non continua gli studi? FacceCaso. Sarà per via della crisi o per co

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In leggero aumento solo le iscrizioni dei più ricchi. Segno che chi ha meno mezzi non continua gli studi? FacceCaso.

Sarà per via della crisi o per colpa dei nuovi calcoli dell’Isee che fanno sembrare tutti più ricchi, ma stando alle ultime statistiche, all’università aumentano gli iscritti provenienti dalle fasce di reddito più alte e diminuiscono drasticamente quelli provenienti dalle più basse. Scende del 15% in due anni chi aveva un Isee tra 20 e 30 mila euro all’Univesità degli studi di Torino e in compenso

gli studenti che appartenevano alla fascia d’Isee superiore agli 85mila euro passano da 19.417 a 22.912.

Un aumento che comporta all’ateneo un guadagno di oltre 2,8 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno e che spinge gli studenti a scendere in piazza a protestare a favore delle fasce più deboli.

Stesso discorso per il Politecnico di Torino dove

dal 2005, la percentuale degli studenti provenienti da famiglie ricche passa dal 23,7% al 28,4% con una conseguente diminuzione della distribuzione di borse di studio per reddito.

Segno che chi ha meno mezzi non continua gli studi? “Molti delle fasce più basse hanno optato per non presentare l’Isee – obietta il vicerettore del Politecnico Anita Tabacco – : non vuol dire necessariamente che siano più ricchi, ma che il nuovo Isee non si basa più su autocertificazioni: c’è un controllo maggiore”. Per ora gli studenti chiedono di essere ascoltati “adeguare le tasse alla nuova scala di misura” dice Marco Rondina di AlterPolis. Che sia la chiave per mettere fine alle disuguaglianze e al divario sociale? Sarebbe il caso di provare. #FacceCaso

Di Francesca Romana Veriani

 

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