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Il caso del Forlanini, tra senzatetto e tossici

Una giovane studentessa di infermieristica, rimasta anonima, ci spiega come si vive nella struttura. La morte della giovane tossicodipendente, avvenut

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Una giovane studentessa di infermieristica, rimasta anonima, ci spiega come si vive nella struttura.

La morte della giovane tossicodipendente, avvenuta pochi giorni fa, ha dato il via al “disastro del Forlanini”. La struttura, dislocata accanto agli ospedali San Camillo e Spallanzani di Roma, appare fatiscente, in crescente degrado ed in mano a tossici, clochard, e nomadi. Ai cosiddetti “invisibili” di oggi. Ormai dismesso, l’ospedale non ha più il ruolo di un tempo ed è utilizzato, oltre che da questi invisibili, solo dagli studenti di Infermieristica che qui seguono alcune lezioni. E sono proprio di una studentessa di infermieristica le parole che raccogliamo qui di seguito.

“All’inizio del mio corso le cose erano abbastanza normali. La struttura era vecchia, si, ma relativamente sicura. (…) Ma da quando l’ospedale è stato chiuso, la situazione è precipitata. Arrivava in continuazione gente di ogni tipo, molti addirittura con valige al seguito. Inoltre, molti di quegli ospiti indesiderato erano armati. Una volta un uomo ha puntato un coltello contro la nostra tutor che, vorrei sottolineare, è sulla sedia a rotelle. (…) Un’altra volta una persona ha fatto irruzione in aula con una siringa conficcata nel braccio. Non si poteva più andare in bagno da soli, ci si muoveva minimo in tre, per evitare il rischio di essere aggrediti. Mi ricordo che una nostra delegazione di studenti andò a lamentarsi della situazione con la vigilanza, visto che come tutti gli studenti universitari paghiamo le tasse per stare lì, e la sicurezza dovrebbe essere la prima cosa; ci venne risposto che erano in tre contro trecento, e avevano paura”.

Per fortuna “da tre giorni le cose sembrano essere leggermente migliorate: la Regione ha preso pieno controllo della zona e ha mandato sul posto militari per sgomberare parzialmente la struttura. Così è stata trovata quella ragazza. Adesso ogni mattina controllano i documenti più volte, e ci hanno anche fornito di un pass senza il quale non si può avere accesso all’area. (…) c’è però ancora tanta gente dentro che non ha nessuna intenzione di andarsene”.

E questo è il Forlanini di oggi, speriamo che con il nuovo sindaco le cose inizino a cambiare.

Di Giulio Rinaldi

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