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Estorsione multimediale ai danni di un giovane

Estorsione multimediale ai danni di un giovane

Si scambiano foto senza veli ma lei lo ricatta. Scatta la denuncia e una condanna a due anni. Quante volte i social network sono stati lo scenario di

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Si scambiano foto senza veli ma lei lo ricatta. Scatta la denuncia e una condanna a due anni.

Quante volte i social network sono stati lo scenario di equivoci, malintesi e atti di lesione alle persone? Ne sentiamo di tutti i colori, ogni giorno e da ogni angolo del mondo. La diffusione virale con la quale i social si sono impadroniti delle nostre vite non è da sottovalutare in quanto, spesso, si vengono a creare situazioni ambigue in cui non si sa neanche con chi si sta parlando.

È lo specifico caso delle chat online dove si conoscono persone di tutti i tipi, senza ovviamente sapere per certo che descrizione e foto corrispondono alla realtà. Da questi giochetti possono nascere veri e propri disagi che portano anche a violenze psicologiche e intimidazioni. L’estate scorsa, nell’hinterland udinese, una ragazza di 20 anni, S.S., ha conosciuto un ragazzo e l’ha contattato via WhatsApp ottenendo la sua fiducia. In modo abbastanza spigliato, ha iniziato a chiedere al malcapitato di scambiarsi foto hot di parti intime senza veli: io mando a te e tu mandi a me, questo era il piano.

Potrebbe sembrare una ragazzata innocente tra consenzienti se non fosse che la ragazza aveva ideato un piano diabolico per incastrare il poveretto. Qualche giorno dopo l’inizio dello scambio di immagini, il giovane ha ricevuto una telefonata dalla presunta madre di lei che affermava che la figlia era in una situazione pietosa: lacrime e strilli ad ogni ora del giorno e reclusione in camera. La falsa mamma ha incolpato il ragazzo dell’accaduto e gli ha chiesto ingenti somme di denaro in cambio del silenzio con la polizia. Insomma, la vittima si è ritrovata di fronte a un bivio che avrebbe portato alla denuncia per molestie se non avesse collaborato.

A questa consapevolezza, sono seguiti gli incontri nel parcheggio di un supermercato di Udine, durante i quali avveniva lo scambio di denaro; il giovane,

nel giro di un mese, ha consegnato più di 18mila euro alle sue aguzzine.

Stufo della situazione, ha iniziato a parlare con la sua famiglia che, notate le mancanze di soldi in casa, si stava facendo qualche domanda. Immediata la segnalazione della 20enne alle autorità con conseguente processo per ipotesi di reato di estorsione. Oggi, la ragazza è stata condannata a due anni e venti giorni di reclusione e al pagamento di una multa di 550 euro con i benefici della condizionale.

Chiamarla ragazzata sarebbe davvero riduttivo, non trovi?

Di Giulia Pezzullo

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