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Tasse raddoppiate nelle università inglesi a causa di “Brexit”

I mancati fondi dell'UE costringeranno le università locali ad aumentare tassi e a diminuire ricerca. Continuano incessanti problemi per i giovani bri

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I mancati fondi dell’UE costringeranno le università locali ad aumentare tassi e a diminuire ricerca.

Continuano incessanti problemi per i giovani britannici derivanti da “Brexit”. L’uscita della Gran Bretagna dalla UE, infatti, non ha solo causato problemi a livello di erasmus, viaggi e ricerca del lavoro, ma rischia, inoltre, di far raddoppiare le rette universitarie. Basti pensare, ad esempio, che 24 atenei britannici, tra cui London School Economics, Cambridge, King’s College, appartengano tutti allo stesso gruppo d’investimento, il Russell Group, il quale si troverà da questo momento a dover lavorare senza i fondi annuali garantiti da Bruxelles.

Si parla all’incirca di 579 milioni all’anno in fondi per la ricerca, “mica bruscolini” come si dice a Roma. Ne ha parlato il 24 giugno la direttrice del gruppo, Wendy Piatt, tramite un comunicato stampa: “Per tutta la campagna entrambe le parti hanno riconosciuto l’importanza dei finanziamenti europei alle nostre università e chiederemo garanzie del governo che ciò sia assicurato a lungo termine”.

Solo a Cambridge, pensate, mancheranno circa 66 milioni l’anno, corrispondenti al 15% dei fondi, cui vanno aggiunti studenti persi per mancanza di attrattiva e aumento delle tasse, necessario al mantenimento degli elevati standard del college. Una perdita annuale, andando a sommare il tutto, che ammonterebbe quindi a circa 100 milioni, soldi che un’istituzione prestigiosa come Cambridge potrebbe sopportare. Ma pensate alle piccole università locali.

Di Giulio Rinaldi

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