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Recepire la riforma della Buona Scuola adattandola al sistema valdostano

Il disegno di legge presentato oggi in conferenza stampa. Di Stefano Di Foggia L'assessore regionale all'istruzione, Emily Rini, ha spiegato: "È stato

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Il disegno di legge presentato oggi in conferenza stampa.

Di Stefano Di Foggia

L’assessore regionale all’istruzione, Emily Rini, ha spiegato: “È stato un percorso lungo e condiviso. Se la legge nazionale fosse entrata in vigore in Valle d’Aosta sarebbe stata particolarmente impattante. Invece, una norma di attuazione ci ha consentito di derogare”.
Dunque, i capisaldi sono la salvaguardia del sistema scolastico valdostano, lo sguardo al futuro e opportunità formative uguali per tutti gli studenti.
Nel disegno di legge ci si è focalizzati sul rafforzamento delle competenze degli studenti nelle materie scientifiche, linguistiche e informatiche. Altra questione saliente la valutazione e la formazione continua degli insegnanti.
“Siamo partiti dalla tutela del modello scolastico esistente, compresa la scuola per l’infanzia, avendo il coraggio di dire no al cambiamento di un sistema valido. Un altro punto fondamentale è il mantenimento del sistema di reclutamento docenti, mentre tra le novità segnalo la predisposizione di piani per l’offerta formativa, non più annuali ma triennali”.

La nuova legge prevede una costante valutazione di docenti e dirigenti e premi di risultato al raggiungimento degli obiettivi. La formazione torna ad essere obbligatoria, con un piano di spesa di circa 300.000 euro.

Inoltre, sono previsti 36 nuovi posti alla scuola superiore, per il potenziamento dell’offerta formativa, mentre i moduli di lezione frontale saranno da 14 a 16 ore, “per garantire lo svolgimento di attività extra-curriculari”.
Per quanto riguarda le risorse finanziarie, sono previsti 6,7 milioni ddi euro nel trienni 2016/2018, oltre a 10 milioni di fondi europei.

Riguardo agli adattamenti, l’assessore Rini ha precisato che prenderanno il via alla conclusione dell’iter di approvazione nelle classi prime dei vari cicli scolastici. Avranno carattere sperimentale per il prossimo biennio e entreranno in vigore solo dopo aver risultati e effetti.

Parole d’ordine: gradualità e monitoraggio.

Di Stefano Di Foggia

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