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Via il numero chiuso all’Università di Bari

Via il numero chiuso all’Università di Bari

Il rettore: "Dobbiamo attrarre i ragazzi, non respingerli". Di Stefano Di Foggia Niente più quiz o test d'ammissione, sopratutto dove non servono. "No

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Il rettore: “Dobbiamo attrarre i ragazzi, non respingerli”.

Di Stefano Di Foggia

Niente più quiz o test d’ammissione, sopratutto dove non servono. “Non possiamo più permetterci di perdere studenti – dice il rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio – dobbiamo attrarre i ragazzi, non respingerli”. Il piano è quello di arginare il calo degli iscritti, lasciando ingresso libero alle facoltà di Scienze politiche, Scienze dell’educazione, Agraria e Biologia.

Una rivoluzione rispetto a quanto predicato e praticato negli ultimi dieci anni nelle università. Un’iniziativa che cerca di tamponare l’emorragia di iscritti che mette a repentaglio la sopravvivenza stessa dell’ateneo.

In dieci anni in Puglia il numero degli immatricolati è diminuito del 27%.

Il calo a Bari è stato leggermente inferiore ma comunque consistente, dal 2003/2004 al 2014/2015 le matricole si sono ridotte del 21%. Peraltro la Puglia detiene il triste primato di essere la prima regione per migrazioni, oltre 6mila ragazzi, circa il 35%, scelgono di studiare al nord. Purtroppo infatti il tasso di attrattività degli atenei pugliesi è di appena il 5%.

Insomma, una soluzione alla crisi è necessaria e la strategia antifuga sarà presentata nelle prossime settimane al senato accademico. “Stiamo facendo una ricognizione di tutte le varie problematiche del numero chiuso, quali sono i corsi con l’accesso programmato, quanti sono i posti a disposizione e dove non occorre più. In questo lavoro è impegnato l’ufficio didattico, che sta valutando i parametri di sostenibilità, il numero dei docenti e le aule, ma sicuramente da alcuni corsi si può eliminare il numero chiuso”, ha detto Uricchio.
Chiaramente tra le lauree per cui si potrebbero aprire le porte non rientrano i corsi a programmazione ministeriale, come Medicina, Professioni sanitarie, Veterinaria o Scienze della formazione primaria.

Oltre a questa novità già da qualche tempo l’Università ha messo in atto altre strategie di attrazione, come sconti ed esoneri sulle tasse universitarie. Ad esempio, per i casi di variazioni reddituali del nucleo familiare superiori al 25%, dovute ad improvvisa perdita di lavoro, cassa integrazione, disabilità, sarà possibile ricalcolare subito il nuovo Isee.

Anche le studentesse madri, dal prossimo anno, beneficeranno di agevolazioni, il nuovo regolamento prevede l’esonero totale dal pagamento per le ragazze in maternità per l’anno di nascita del figlio.

Inoltre frequenteranno i corsi gratuitamente anche gli studenti con disabilità dal 66% in su, i vincitori di borsa di studio, i figli di titolari di pensione di inabilità con Isee sotto ai 4mila euro e quelli di vittime del terrorismo e della mafia.

Sono previsti anche esoneri parziali. Sconto de 30% per studenti con fratelli o sorelle già iscritti all’ateneo, per i dipendenti dell’Università senza laurea e per i rifugiati politici. Riduzione del 10% per gli studenti lavoratori con Isee inferiore ai 25mila euro.

Di Stefano Di Foggia

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