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Diverso da chi?

Diverso da chi era il titolo di una simpatica commedia a sfondo gay, con Claudia Gerini e Luca Argentero, uscita nel 2009. Prodotti simili hanno getta

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Diverso da chi era il titolo di una simpatica commedia a sfondo gay, con Claudia Gerini e Luca Argentero, uscita nel 2009. Prodotti simili hanno gettato il seme del cambiamento, che ancora però fatica a mostrare i suoi bei frutti.

Di Irene Tinero

Tutto questo preambolo vuole far riferimento ad una recente vicenda che coinvolge la nostra televisione pubblica, la Rai. L’8 luglio è stato trasmesso, con un ritardo di due anni, il primo episodio della serie tv americana “How to get away with murder” (Le regole del delitto perfetto), con la sublime Viola Davis.

La puntata non è andata in onda come fu ai tempi in America, ma nei nostri confini, ha subito significativi tagli in nome del “pudore”:

nell’episodio esordio è contenuta infatti una scena di nudo tra una coppia omosessuale, che in Italia è stata letteralmente saltata a piedi pari.

Uomo e donna si, magari vi lasciate anche ispirare, e due omosessuali no?

Enormi polemiche sono esplose sul web ed hanno posto la Rai davanti ad un bivio: o perpetrare continue censure, lungo tutta la serie, visto che l’amore ed il sesso tra Connor e Oliver non si fermano certo al primo episodio, o segnare finalmente un cambiamento nella storia.
Oggi il progresso si fa a suon di tweet: “Un eccesso di pudore ci ha fatto sbagliare e ci scusiamo. Domani sera la versione originale di #htgawm alle 21.05 su @RaiDue”;
così l’omofobia, per una volta, ha chiesto scusa ed un passo avanti è stato fatto.

Le repliche a questa (vergognosa) vicenda, da parte di Ilaria Dallatana, direttore di Rai Due, sono arrivate piuttosto tardi e non hanno convinto troppo: quando la lady fu scelta per questa carica disse di voler aprire la televisione di Stato alle “nuove realtà sociali”. Adesso però gioca un po’ a nascondino: la colpa, a suo avviso, è da attribuire a chi si è occupato del montaggio del prime time, che a sua volta ha voluto però “rispettare le sensibilità individuali”.
Quindi chi monta scavalca chi produce e la censura, o meno, dipende dal fatto che il suddetto montatore la domenica mattina vada in chiesa o in bicicletta.
Bellissima l’espressione “sensibilità individuali”: gli omosessuali possono essere offesi, tanto sono automi che non provano nulla? Quando si tratta di riscuotere il canone non si fanno distinzioni sessuali particolari, ci si reca anche da questi “automi” o no?.

Antonio Campo dall’Orto, direttore generale Rai, sottolinea come il canale di Via Mazzini sia già stato promotore di significative innovazioni: “Dopo anni e anni di poliziotti” in Italia va in onda “Jane the Virgin”, incentrata sul tema della maternità surrogata. Il Direttore assicura comunque una televisione “sempre più sensibile alla complessità del mondo contemporaneo”.

Tutti noi ci auguriamo che le cose si evolveranno esattamente su questa strada perché la Rai non è nuova a certe “figuracce”: già nel dicembre 2008, in seguito alla messa in onda censurata di “I segreti di Brokeback Mountain”, presentato al pubblico in seconda serata, nonostante un Leone d’oro, 3 Oscar ed un Golden Globe: il canale finì in una terribile bufera, che scatenò anche la reazione di Aurelio Mancuso, Presidente Nazionale Arcigay.

Chiunque ami le storie d’amore dovrebbe vedere questo film, come meriterebbe di conoscere la storia tra Connor e Oliver, incentrata sul più nobile dei sentimenti anch’essa: ovunque ci sia dell’amore, c’è della sana passione e comincio a pensare che è nei letti di chi urla allo scandalo che manca tutto questo.

Di Irene Tinero

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