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Niente foto sui social: l’appello per Nizza

Niente foto sui social: l’appello per Nizza

La prefettura della città colpita al cuore ha dovuto diramare questa comunicazione dopo che su Facebook e Twitter erano cominciate a circolare immagin

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La prefettura della città colpita al cuore ha dovuto diramare questa comunicazione dopo che su Facebook e Twitter erano cominciate a circolare immagini e filmati della scena dell’attentato.

Una strage di queste proporzioni non era mai avvenuta nella località di mare della costa Azzurra, la violenza è stata tanta e la paura ancora di più, visto il giorno che di Festa, per tutti i francesi, doveva essere. Ma come ormai capita da anni, subito dopo tragedie del genere chiunque cerca di dare il proprio contributo informativo sul luogo dell’accaduto, postando una documentazione che ben rappresenta i momenti di terrore, e a volte, come in questo caso, supera la realtà, riprendendo i precisi momenti di orrore avvenuti su Promenade de Anglais.

Il problema è la capacità che hanno questi fanatici nel trasformare tali documenti in un perfetto strumento di propaganda, spesso invito a rievocare l’episodio. Meglio quindi non offrire un’arma in più al nemico (perché di questo stiamo parlando, purtroppo) e garantire più riservatezza possibile.

Certo, ormai prima dell’appello sui social erano già circolate molte foto e video che avevano suscitato polemiche, in virtù del carattere crudo ed esplicito. Sull’account “Newswire” di Facebook era comparso un video di un utente Instagram che mostrava la carneficina del camion sulla Promenade e in cui erano visibili anche cadaveri riconoscibili. Il filmato è stato poi ritirato per le lamentele di numerosi utenti, ma ormai era facilmente reperibile, così come quello pubblicato su Twitter dall’account @wikileaks, capace di produrre moltissimi commenti di disappunto.

Di Umberto Scifoni

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