Vacilla l’accordo per la chiamata per ambiti dei docenti

13 ore di trattative che non si sono concluse con risultati positivi. Di Ludovica Gentili Poco tempo fa abbiamo parlato della modalità di reclutamento

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13 ore di trattative che non si sono concluse con risultati positivi.

Di Ludovica Gentili

Poco tempo fa abbiamo parlato della modalità di reclutamento dei docenti che, in seguito ad un accordo pattuito, si sarebbe attuato mediante uno schema definito a “chiamata per ambiti”. Ciò prevedeva che gli insegnanti, anziché essere assunti sulla base di meriti e graduatorie, venissero scelti in base alle competenze, ma tutto questo pare aver incontrato degli ostacoli che ad oggi non ci fanno essere più sicuri che tutto questo possa verificarsi ancora.

Ben 13 ore di discussioni, di proposte tra il governo e i sindacati che non hanno condotto a buoni risultati, in quanto i requisiti che i docenti dovrebbero possedere per ottenere il posto, pare siano stati messi in discussione.
Come già detto, lo scorso 6 luglio sembrava tutto deciso e l’unica cosa da fare era attendere settembre per veder attivarsi il nuovo progetto, ma stando così le cose sarà il ministero a stabilire le regole.
I Dirigenti scolastici si oppongono a questo nuovo modo di vedere e intendere le cose, sostengono che se si agisse secondo i termini prefissati, questo comporterebbe un carico importante di lavoro per loro e per le segreterie e tutto ciò proprio non va giù.

L’accordo sarebbe stato messo in discussione poiché sarebbe stato il Miur a proporre, esagerando, i requisiti da inserire nell’accordo, facendo venir meno le garanzie di imparzialità stabilite in precedenza, ma il Ministero dell’Istruzione non molla la presa e continua seguendo la sua linea.

No al punteggio per anzianità ma si ad esperienza e competenze, e stando a ciò che afferma, la prossima settimana promette l’elenco delle istruzioni che i dirigenti dovranno seguire per il reclutamento degli insegnanti.

Il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini crede molto nelle novità previste per la Buona Scuola e proprio per questo motivo non si arrenderà con facilità. Le scuole potranno scegliere autonomamente i propri docenti, saranno pubblicati dai dirigenti i posti vacanti con i requisiti richiesti per risultare idonei a coprire il ruolo, sempre agendo con trasparenza.

Di Ludovica Gentili

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