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Stupro a Villa Ada, o forse no. Mille dubbi sull’accaduto

La ragazza di 16 aveva denunciato le violenze di due nordafricani nelle baracche di Villa Ada, ma i medici non hanno trovato tracce dell’abuso. La vic

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La ragazza di 16 aveva denunciato le violenze di due nordafricani nelle baracche di Villa Ada, ma i medici non hanno trovato tracce dell’abuso. La vicenda si fa ancora più confusa.

Era scappata da Firenze, come già altre volte aveva fatto,una ragazza affetta da lievi disturbi psichici; ma anche questa volta la nonna caparbiamente l’aveva seguita fino alla stazione di Roma Termini, dove se ne erano perse le tracce.

Quando ieri sera è stata rintracciata dagli agenti della polizia, la giovane era in stato di shock e aveva denunciato di essere stata adescata e stuprata da due stranieri presso Villa Ada, non lontano dal famoso Bar Panamino. Oggi la notizia era arrivata alla luce di tutti i media, così come i primi dubbi, quali nessuno che si fosse accorto dei fatti, nessuna urla, nonostante il bar fosse ancora aperto alle 20:00, momento chiave secondo la ragazza.
Poi gli accertamenti medici hanno smentito difatti la versione della vittima, poiché sul suo corpo non sono risultati segni di violenza sessuale.

In attesa di ulteriori indagini, i due nordafricani (“è stato un rapporto consensuale” la loro versione) fermati sono stati rilasciati, ma le baracche del parco, nel cantiere abbandonato che lo separa dall’Università Luiss, sono state comunque evacuate dai 15 “residenti” abusivi. Una storia non del tutto chiara, ma la cui certezza è una domanda, posta da molti residenti: al di la che lo stupro sia avvenuto o meno, è mai possibile che si possa ritrovare una situazione del genere, una baraccopoli nel mezzo di un parco frequentato soprattutto da bambini, in una delle zone considerate più esclusive della città?

Una vicenda fatta di incomprensioni, in una Roma sempre più ambigua e degradata.

Di Umberto Scifoni

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