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Israele e Prato presto unite dall’università

Israele e Prato presto unite dall’università

Parte la proposta di una summer school dalla Shenkar University. L'interesse è ricaduto sull'Ateneo di Prato. Il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, è i

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Parte la proposta di una summer school dalla Shenkar University. L’interesse è ricaduto sull’Ateneo di Prato.

Il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, è impegnato in una missione in Israele e Palestina in collaborazione con Anci Toscana. Ieri ha incontrato il rettore dell’università Shenkar di Tel Aviv, un polo importantissimo per ingegneria e design e specializzato nel settore tessile. L’ateneo in questione si è dimostrato molto interessato a stringere un’unione con l’Università di Prato, volontà già anticipata qualche tempo fa dall’ambasciatore israeliano in Italia.

L’idea era già quella di inviare gli studenti della Shenkar a studiare a Prato per workshop formativi o periodi di studio. L’interesse è maturato e si è sempre più consolidato fino a dare vita ad una riunione di teste per creare una solida collaborazione. Biffoni ha così commentato quanto accaduto ieri: “Un interesse confermato oggi qui in Israele, soprattutto per la possibilità di unire un percorso di formazione con l’esperienza diretta delle nostre imprese, eccellenze del settore tessile“.

Il sindaco di Prato si è anche sbilanciato svelando l’intenzione della Shenkar University di avviare una summer school a partire dal 2017, con tutte le intenzioni di sviluppare maggiormente il progetto di intesa qualora ci sia esito positivo. Biffoni ha poi aggiunto: “La presenza di studenti stranieri contribuisce a rendere Prato una città giovane, dinamica e più conosciuta all’estero per le bellezze che può offrire“. Infatti, basta pensare al movimento che ci creerebbe nell’ambito degli affitti delle case o delle residenze universitarie, degli eventi studenteschi e dei programmi internazionali.

Ora, si attendono sviluppi con la consapevolezza che la base di partenza è davvero ottima. Le partnership tra più Paesi sono sempre un modo eccellente sia per allargare la visione del mondo degli studenti italiani sia per affermare le possibilità delle nostre università.

Di Giulia Pezzullo

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