Tempo di lettura: 3 Minuti

Gmg 2016: ad attendere Papa Francesco quasi due milioni di giovani

Gmg 2016: ad attendere Papa Francesco quasi due milioni di giovani

Dal “fare chiasso” allo “sporcatevi le mani”. Cosa ci riserverà questa volta Francesco? #FacceCaso. Ormai manca poco alla Gmg 2016 che si terrà a Crac

Disabilità e Sesso: la storia di Anna e Matteo
San Valentino dietro ad un banco
Hai 26 anni? La scienza dice che dovresti sposarti

Dal “fare chiasso” allo “sporcatevi le mani”. Cosa ci riserverà questa volta Francesco? #FacceCaso.

Ormai manca poco alla Gmg 2016 che si terrà a Cracovia dal 28 al 31 luglio. A fare il tifo a Papa Francesco, secondo le previsioni, ci saranno quasi due milioni di giovani provenienti da 187 Paesi diversi. Cosa ci dirà questa volta Francesco? Ecco qui alcune delle frasi più celebri e significative che il Papa potrebbe riservarci nei giorni della Gmg di Cracovia. #FacceCaso.

Spero che ci sia chiasso
“Desidero dirvi ciò che spero come conseguenza della Giornata della gioventù: spero che ci sia chiasso. Qui ci sarà chiasso, ci sarà. Qui a Rio ci sarà chiasso, ci sarà. Però io voglio che vi facciate sentire nelle diocesi, voglio che si esca fuori, voglio che la Chiesa esca per le strade, voglio che ci difendiamo da tutto ciò che è mondanità, immobilismo, da ciò che è comodità, da ciò che è clericalismo, da tutto quello che è l’essere chiusi in noi stessi”. (25 luglio 2013, Gmg di Rio de Janeiro)

Non guardate dal balcone la vita
“Non lasciate che altri siano protagonisti del cambiamento! Voi siete quelli che hanno il futuro! Voi… Attraverso di voi entra il futuro nel mondo. A voi chiedo anche di essere protagonisti di questo cambiamento. Continuate a superare l’apatia, offrendo una risposta cristiana alle inquietudini sociali e politiche, che si stanno presentando in varie parti del mondo. Vi chiedo di essere costruttori del mondo, di mettervi al lavoro per un mondo migliore. Cari giovani, per favore, non guardate dal balcone la vita”. (27 luglio 2013, Gmg di Rio de Janeiro)

Non bevete “frullato” di fede
“C’è il frullato di arancia, c’è il frullato di mela, c’è il frullato di banana, ma per favore non bevete ‘frullato’ di fede. La fede è interna, non si frulla”. (25 luglio 2013, Gmg di Rio de Janeiro)

Non giovani da museo, ma giovani santi
“Non dobbiamo avere la psicologia dl computer che pretende di sapere tutto. Tutte le risposte sono nel computer, nessuna sorpresa. Non giovani da museo, ma giovani santi e per essere santi bisogna usare tre linguaggi: pensare bene, sentire bene, fare bene. E lasciarci sorprendere dall’amore e questa è la buona vita”. (18 gennaio 2015, viaggio in Sri Lanka e Filippine)

Vivere,non vivacchiare
“E’ brutto vedere un giovane fermo, che vive, ma vive come un vegetale. A me danno tanta tristezza al cuore i giovani chee vanno in pensione a 20 anni! Sì, sono invecchiati presto… Vivere, non vivacchiare!”. (21 giugno 2015, viaggio a Torino)

Sognate grandi cose
“Sognate grandi cose. Sognate che con voi il mondo può essere diverso. Se voi date il meglio di voi stessi aiutate il mondo a essere diverso. Non dimenticare, sognate”. “Le persone hanno due occhi, uno di carne e uno di vetro. Con l’occhio di carne vediamo quello che guardiamo. Con l’occhio di vetro vediamo ciò che sognamo”. (20 settembre 2015, viaggio a Cuba)

Impariamo a piangere
“Invito ciascuno di voi a domandarsi: io ho imparato a piangere? Quando vedo un bambino affamato, un bambino drogato per la strada, un bambino senza casa, un bambino abbandonato, un bambino abusato, un bambino usatyo come schiavo per la società? O il mio è il pianto capriccioso di chi piange perché vorrebbe avere qualcosa di più? Questa è la prima cosa che vorrei dirvi: impariamo a piangere”. (18 gennaio 2015, viaggio in Sri Lanka e Filippine)

Siate casti, siate casti
“In questo mondo, in questo mondo edonista, in questo mondo dove soltanto ha pubblicità il piacere, passarla bene, fare bene la vita, io vi dico: Siate casri, siate casti”. (21 giugno 2015, viaggio a Torino)

Bisogna andare controcorrente
“Non vogliamo giovani smidollati, giovani del fin qui e non di più, né si né no. Non vogliamo giovani che si stancano subito e vivono stanchi, con la faccia annoiata. Vogliamo giovani forti. Vogliamo giovani con speranza e con fortezza. Perché? Perché conoscono Gesù, perché conoscono Dio. Perché hanno un cuore libero. Però per questo ci vuole sacrificio, bisogna andare contro corrente. Gesù vi dice: “Beati i poveri in spirito. Non dice: “Beati i ricchi, quelli che accumulano soldi”. No. I poveri in spirito, quelli che sono capaci di avvicinarsi e comprendere chi è un povero. Gesù non dice: “Beati quelli che se la passano bene”, ma dice: “Beati quelli che hanno la capacità di affliggersi per il dolore degli altri””. (12 luglio 2015, viaggio in Ecuador, Bolivia e Paraguay)

Chi non rischia non cammina
“La parola l’ho detta tante volte: rischia! Rischia. Chi non rischia non cammina.”Ma se sbaglio?”. Benedetto il Signore! Sbaglierai di più se tu rimani fermo, ferma: quello è lo sbaglio, lo sbaglio brutto, la chiusura. Rischia. Rischia su ideali nobili, rischia sporcandoti le mani, rischia come ha rischiato quel samaritano della parabola. Quando noi nella vita siamo più o meno tranquilli, c’è sempre la tentazione della paralisi. Non rischiare: stare traqnuilli, quieti… Avvicinati ai problemi, esci da te stesso e rischia, rischia. Altrimenti la tua vita lentamente diventerà una vita paralitica; felice, contenta, con la famiglia, ma lì, parcheggiata. E’ molto triste vedere vite parcheggiate; è molto triste vedere persone che sembrano più mummie da museo che esseri viventi”. (Incontro a Villa Nazareth, 18 giugno 2016)

Di Francesca Romana Veriani

 

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0