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PokemonGo: ah ma ci sono dei vantaggi?

È esplosa la PokemonGo Mania già da settimane: tante le voci e altrettante le polemiche che si sono generate intorno a questa, che è indubbiamente un'

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È esplosa la PokemonGo Mania già da settimane: tante le voci e altrettante le polemiche che si sono generate intorno a questa, che è indubbiamente un’app innovativa.

Pochi giorni fa, in un altro articolo, mi ero trovata a scrivere delle lodi che il Daily Mirror aveva tessuto per il nuovo gioco targato Nintendo, in grado di curare ansia e depressione nel suo invitare all’aggregazione e a passare del tempo fuori casa.
Di tutta risposta, ad oggi leggiamo del divieto che la Codacons ha chiesto al Governo di imporre sul territorio italiano: insieme all’Associazione dei sostenitori amici della Polizia Stradale, ASAPS, si chiede di vietare l’utilizzo del gioco a causa dei numerosi incidenti che ha già provocato. Se non è vera la notizia dell’incidente mortale che un 22enne avrebbe causato a Roma, due ragazzi sono stati investiti realmente, a Giulianova e Napoli.
Ad oggi stanno bene, ma la vera domanda è: nel 2016, dobbiamo vietare l’utilizzo di un gioco o vogliamo munirci di un minimo di autocontrollo?

Ma non facciamo sempre i noiosi e parliamo dei “pro” di questa famosa app: chiamarli vantaggi è un’esagerazione, potremmo piuttosto definirle delle “curiosità”.

Si perdono 1800 calorie, il fabbisogno giornaliero di una donna attiva, a settimana nel ricercare Pokemon.

In media si spendono 33 minuti di ogni nostro giorno, all’interno delle nostre case, dietro questa app. E fuori (dove sono in teoria nascosti i mostriciattoli) ?

L’associazione consumatori Codacons non è la sola a far sentire la sua voce contraria: Mourinho ha vietato, ai suoi ragazzi del Manchester United, l’utilizzo del gioco. Ogni tanto anche lo Special One si rende autore di una buona azione.

“Bisogna mettersi sotto per ottenere i risultati migliori” e questo vale anche con i Pokemon: per catturare un Lapros, o Snorlax e Ornix, è necessario percorrere ben 10 km.

Ma veniamo ai numeri…

7.500 milioni di download nelle prime due settimane, solo in America. Nel mondo si è arrivati a 30 milioni.

15.300.000 i “rumors” dedicati a questo argomento, al momento dell’uscita: tra questo anche i nostri di #FacceCaso, in merito alla presenza di 136 (tanto per rimanere sui numeri…) Pokemon ad Auschwitz.

1.517.000 like sulla pagina Facebook del gioco: se questo accade a sette giorni dall’uscita, ad oggi, questo dato, sarà andato sicuramente lievitando.
Sono 4.098.638 le persone che ne parlano e forse non hanno ancora messo “mi piace”, sul social di Zuckerberg.

5.982.616.734, il numero più alto (parlando di social, senza considerare la finanza) e riguarda gli hashtag utilizzati nella prima settimana.

Nessuno fa ormai più niente per niente, che tipo di guadagni ha generato questa app? 35 milioni di dollari nelle sole prime due settimane!
Il valore della Nintendo in borsa è cresciuto di oltre 9 miliardi, nei primi 5 giorni: tuttavia questo plusvalore è andato perso nei giorni successivi.
Nonostante i ribassi le azioni della casa giapponese produttrice di videogiochi possono dire di aver raggiunto, almeno una volta, un valore pari a 40 miliardi.

Per quelli della mia generazione i Pokemon hanno già rappresentato un gran successo per tanto tempo, ma credo che nessuno si sarebbe mai aspettato questo “ritorno a bomba”: un po’ come le spalline delle giacche anni ’80!

Di Irene Tinero

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