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Questione di umiltà: Natasha Obama esempio per tutti

Questione di umiltà: Natasha Obama esempio per tutti

Hai presente quando passi l'estate a sgobbare tra centri commerciali e ristoranti, l'occupazione giovanile subisce un'impennata e tutti vanno al mare

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Hai presente quando passi l’estate a sgobbare tra centri commerciali e ristoranti, l’occupazione giovanile subisce un’impennata e tutti vanno al mare tranne te? Se ti può consolare, vale anche per i figli di alcuni miliardari.

Natasha Obama, 15enne, secondogenita del Presidente Usa Barack, questo sabato finirà di lavorare come cameriera presso il ristorante di pesce, Nancy’s, sull’isola Martha’s Vineyard. Questo fine settimana la famiglia raggiungerà la ragazza sull’isola, fatta di atolli dalla spiaggia bianca e fari old style, e finalmente anche lei potrà godersi due settimane di meritato riposo.

Per l’assunzione non avrà avuto bisogno di particolari referenze essendo questo ristorante, tra le altre cose, una tappa fissa della famiglia Obama: ma quello che è davvero lodevole oltre ogni misura è anche solo il gesto che, Sasha o la sua famiglia, hanno scelto di fare.

“Vogliamo che le nostre figlie siano normali”-ha dichiarato la First Lady, Michelle, a Entertainement Tonight. In passato questa posizione dei coniugi Obama ha scatenato delle polemiche, nel particolare avvenne che la First Daughter, Malia, non partecipò alla convention democratica annuale, preferendo il festival musicale Lollapalooza.
Né Barack, né Michelle sembrano però aver cambiato idea: tra l’altro se studiassimo la biografia del 44esimo Presidente degli Stati Uniti potremmo vedere che ha frequentato le migliori scuole di Honolulu, poi Harvard e un passato di droghe che ha definito “la sua più grande sconfitta morale”.
Nonostante lui stesso abbia vissuto negli agi, ha compreso l’importanza del lavoro ed ha voluto trasmetterla alle sue figlie.

Gli Obama però non hanno il primato del “pugno di ferro con i propri figli”: Sting non cederà un penny del suo patrimonio a nessuno dei suoi 6 figli. Lui, che proviene da una famiglia della classe operaia inglese, non vuole che crescano “senza motivazioni e stimoli, perché ricchi”.

“È una cosa che rovina le persone, non dover lavorare per vivere”– afferma Nigella Lawson, star della cucina, rivelando così di essere pronta a tutelare i suoi figli in tal senso.

Warren Buffet, dichiarato l’uomo più ricco del mondo nel 2011, “lascerà abbastanza, ma non tanto da permettergli di non lavorare”. Per la precisione Buffet devolverà il 99% del suo patrimonio in beneficenza, di cui l’80% alla fondazione di Bill Gates: ai figli non rimarrà che l’1% delle sue ricchezze, pari a 60 miliardi di dollari.

Buffet e Gates, quest’ultimo da sempre noto per le sue restrizioni sull’eredità, hanno fondato insieme l’associazione “The giving pledge” al fine di stimolare i multimiliardari di tutto il mondo a cedere almeno il 50% del loro patrimonio agli altri meno fortunati: sono già 80 le persone che hanno scelto di aderire.

Vince per l’originalità George Lucas che lascerà le sue ricchezze alle future generazioni di studenti, di tutte le età.
Insomma una cosa è certa, la regola che “bisogna lavorare per ottenere quello che si vuole” sembra valere proprio per tutti (o quasi)!

Di Irene Tinero

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