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La Scuola del caos

Il trambusto delle assegnazioni in Campania e i 4000 ricorsi. Manca ormai pochissimo al consueto squillo della campanella che darà inizio all’anno sco

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Il trambusto delle assegnazioni in Campania e i 4000 ricorsi.

Manca ormai pochissimo al consueto squillo della campanella che darà inizio all’anno scolastico, ma fra i corridoi di scuola già iniziano a circolare le cattive notizie. Stiamo parlando delle 780 cattedre campane rimaste scoperte e dei 4mila ricorsi da parte di docenti insoddisfatti della loro assegnazione.

Ancora 62 posti da coprire nelle scuole dell’infanzia, 10 nelle primarie, 278 nelle medie e 430 nelle superiori, per un totale di 780 cattedre vacanti.

Già previsti dal protocollo standard gli inserimenti della Buona Scuola dalla graduatoria e i nuovi arrivati reduci dal concorso in atto. Ma mentre nelle altre regioni già si conoscono gli esiti delle nuove graduatorie, la Campania procede a passo lento. Per la scuola primaria e d’infanzia ancora nessuna notizia delle date degli orali mentre per le classi di italiano, geografia e storia delle medie si è ancora impantanati in essi. Previsti invece per la prossima settimana quelli di storia e filosofia riguardanti le superiori.

La rabbia cresce, l’insoddisfazione inizia a farsi sentire e un’altra voce insiste sulle richieste dei docenti: bloccare le nuove assunzioni dalle graduatorie per tutelare i tanti colleghi assunti nel 2015 che hanno dovuto trasferirsi a Nord, colleghi definiti “deportati al Nord dal loro stessi collaboratori”. È questo l’insieme dei fattori che ha portato allo sconvolgente numero di 4mila ricorsi sollevati dagli insegnanti campani al ministero.

Un fallimento insomma, che il ministero sta già tentando di risanare con l’ammissione della colpa e la concessione di una cattedra più vicina, eppure per mille docenti assunti della Buona Scuola e trasferiti, 1400 professori lontani da casa da anni rientrano.
Ma la vera richiesta degli studenti fa capolino: abolire il vincolo di 3 anni che tiene legati i docenti assunti alle attuali assegnazioni. In vista dello scadere del blocco della legge Fornero, saranno disponibili più posti derivanti dai pensionamenti e la Campania intende già attuare la sua strategia vincente.

Di Laura Messedaglia

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