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Mantova: la scuola è iniziata ma mancano ancora i prof

Dopo due settimane dalla prima campanella mancano all’appello ancora 70 professori. #FacceCaso. La scuola è iniziata e una buona parte degli istituti

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Dopo due settimane dalla prima campanella mancano all’appello ancora 70 professori. #FacceCaso.

La scuola è iniziata e una buona parte degli istituti mantovani ancora non è in grado di proporre l’orario definitivo con tutte le cattedre coperte dai relativi insegnanti.

“Per capire di fronte a casa ci troviamo, basti pensare che fino a oggi le nomine per le scuole medie e superiori hanno portato una decina di immissioni in ruolo e meno supplenze annuali (5-6) a fronte di una disponibilità di quasi un centinaio di posti” spiega il segretario di Flc Cgil, Massimiliano De Conca.

Non è una novità che le nomine dei docenti nella scuola pubblica tardino ad arrivare.. ma quest’anno stiamo veramente rasentando la follia, altro che Buona Scuola.

 “Dopo due settimane di buona scuola abbiamo visto situazioni organizzative e didattiche al di fuori di ogni regolarità. A causa dell’assenza di insegnanti, le scuole stanno funzionando con orario ridotto. Ci sono anche scuole che stanno funzionando con il modello della settimana breve per ovviare a questi buchi negli organici. Non sono stati ancora avviati momenti di programmazione progettazione condivisa”.



Indovinate un po’ chi ci rimette? Studenti e famiglie, come sempre. “La grande emergenza e il personale docente di sostegno, le cui graduatorie – prosegue De Conca – restano da assegnare 80 posti di docenze annuali per le materne e molti di più saranno i posti per la scuola elementare e media. I contingenti non sono ancora noti, ma oscillano fra i 159 ed i 100 posti. Per le elementari il contingente presentato il 23 settembre è stato ritirato e presto sarà disponibile”.



“Sia chiaro – conclude De Concaimpariamo che questi disservizi non sono effetto di scarsa efficienza dei funzionari locali che lavorano, come le segreterie e di dirigenti nostri istituti, in situazioni di assoluta precarietà e continua emergenza”.



Di Francesca Romana Veriani

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