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Firme non sufficienti, no al referendum sulla Buona Scuola

Il comitato non è riuscito a racimolare le 500.000 firme necessarie, ma commenta così: "È stata comunque una straordinaria occasione di confronto". No

L’alba dei morti grembiuli, è davvero così necessaria?
Scuola senza materie? Forse si può!
E se i giovani americani fossero mammoni quanto noi?

Il comitato non è riuscito a racimolare le 500.000 firme necessarie, ma commenta così: “È stata comunque una straordinaria occasione di confronto”.

Non è andata come speravano, non hanno convinto forse il numero giusto di persone, ma qualsiasi motivo ci fosse dietro i referenti del comitato referendario per il no alla Buona Scuola non ce l’hanno fatta.

L’idea era di proporre quattro quesiti contro la Legge 107 , ma le firme valide non sono mai giunte al numero di 500.000 e la Cassazione ha respinto. Ecco la dichiarazione ufficiale del Comitato referendario: “È stata comunque una straordinaria esperienza di confronto e che ha dato voce a centinaia di migliaia di cittadini/e, lavoratori/trici, pensionati/e e studenti che con la loro firma hanno manifestato contrarietà per i contenuti di una legge che snatura il valore costituzionale della scuola pubblica”.

Continua inoltre evidenziando i problemi che stanno emergendo: “L’avvio dell’anno scolastico in corso ha evidenziato le contraddizioni, ha messo a nudo tutti gli aspetti, negativi, confusi e anticostituzionali della cosiddetta ‘Buona scuola’: contenziosi legali infiniti, cattedre vuote, alunni disabili ancora senza sostegno, uffici nel caos, tutto per l’arrogante pretesa di poter fare a meno di ogni serio confronto con il mondo della scuola, con i lavoratori, con gli studenti e chi li rappresenta”.

Si chiude così il capitolo del tentativo più concreto portato avanti contro una riforma che ha diviso sempre di più.

Di Umberto Scifoni

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