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Università: l’obiettivo è attirare più studenti stranieri

Università: l’obiettivo è attirare più studenti stranieri

Il viceministro degli Affari Esteri Mario Giro: "Quanti potrebbero arrivarne con un po' di impegno in più?" #FacceCaso. Al termine dei due giorni di S

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Il viceministro degli Affari Esteri Mario Giro: “Quanti potrebbero arrivarne con un po’ di impegno in più?” #FacceCaso.

Al termine dei due giorni di Stati Generali della Lingua Italiana nel mondo che si sono tenuti a Firenze, l’obiettivo risulta chiaro: aumentare il numero di stranieri che studia in Italia.
“In questi due anni abbiamo scoperto che esiste una forte italo-simpatia, ora dobbiamo fare in modo che le università italiane e le scuole di specializzazione diventino più attrattive. Non è pensabile che ci sia una media del 4% di studenti stranieri. La domanda esiste ed è molto più alta. Manca l’offerta” spiega il viceministro degli Affari Esteri Mario Giro.

A quanto pare il premier Renzi è del suo stesso avviso e il prossimo passo sarà verso un’università più internazionale. “Anche due anni fa c’era molto scetticismo quando abbiamo iniziato a parlare di lingua italiana all’estero. L’italiano era considerato una lingua morta, vecchia, finita, legata a un’introversione dovuta all’idea che la nostra sia una lingua debole. Due anni dopo, grazie al nostro lavoro abbiamo scoperto che la nostra lingua non è affatto debole, anzi, è il contrario”.

A mancare a quanto pare sono le informazioni e la capacità di attirare gli studenti. “Si tratta di capire come modificare alcuni atteggiamenti. Ad esempio ci sono centinaia di accordi che le nostre università hanno firmato nel mondo. Sono accordi di collaborazione, di scambio, che però sono lettera morta. Bisogna riattivare tutto questo mondo e non ci sarà bisogno di fondi, è solo una questione culturale che però porterà nelle università tanto studenti in più a pagamento. Soltanto nel Camerun arrivano ogni anno 3200 studenti. Quanti potrebbero arrivarne dal Messico o dal Brasile con un po’ di impegno in più?” #FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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